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Sempre meno finanziamenti da parte delle banche alle imprese. Nell’ultimo anno, tra aprile 2012 e aprile 2013 i finanziamenti sono diminuiti di 38,1 miliardi di euro passando dagli 890,6 dello scorso anno agli attuali 852,4. A risentire maggiormente delle linee di credito, secondo la mappa del credit crunch in Italia realizzata dal Centro studi di Unimpresa, è stato il settore manifatturiero, che registra un calo di 16,5 miliardi di euro (-7%); lo stock dei crediti è infatti sceso da 226,7 miliardi a 210,2 miliardi (-7,28%).
In termini percentuali, invece, la diminuzione maggiore in termini di finanziamenti l’hanno subita le aziende che si occupano di estrazioni di minerali: un -28,5% che corrisponde a un taglio dei prestiti di poco superiore a 1 miliardo (da 3,8 miliardi a 2,7 miliardi). Per il settore dell'informazione e della comunicazione la riduzione è stata di 2,2 miliardi (-12,58%) con il totale dei prestiti sceso da 18 miliardi a 15,8 miliardi; seguono le aziende che svolgono attività professionali, scientifiche e tecniche: -3,9 miliardi (-9.22%), stretta che ha portato il totale dei prestiti da 42,4 miliardi a 38,4 miliardi.
Se a livello generale permane il segno meno sul bilancio dei finanziamenti alle imprese non mancano settori in controtendenza: anzitutto agricoltura, silvicoltura e pesca con un aumento dei prestiti di 344 milioni da 17,3 miliardi a 17,6 (+1,98%); il quadro dei finanziamenti è migliorato anche per il settore del trasporto e magazzinaggio con un incremento di 2,3 miliardi da 41 miliardi a 43,3 miliardi (+5,64%.).
Soffre meno uno dei settori legati al turismo: per alberghi e ristoranti la riduzione dei prestiti è stata di 583 milioni (-1,74%) con lo stock sceso da 33,5 miliardi a 32,9 miliardi. Negativo, invece, il bilancio per il comparto del noleggio e agenzie di viaggio: -1,3 miliardi (-6,51%) con il totale dei prestiti calato da 19,9 miliardi a 18,6 miliardi.