Coronavirus: così i manager italiani affrontano la crisi in azienda

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Cosa si fa in tempo di crisi? Si aumentano gli investimenti. È questo, in breve, il quadro che emerge dall’indagine che Astraricerche sta realizzando Manageritalia e Cfmt, che ha voluto tastare il polso ai manager italiani in questo periodo di emergenza sanitaria ed economica, causata dalla pandemia di Covid-19

Al momento, di fronte al coronavirus, gli scenari non sono positivi. Il 90% degli oltre mille manager intervistati - un campione rappresentativo delle aziende del terziario che hanno dirigenti - prevede un pesante calo del fatturato, solo il 7% non si aspetta effetti negativi, mentre un 4% dei dirigenti prevede addirittura un aumento. L’effetto negativo colpisce tutti ma chi ne esce meno peggio (e a volte meglio) è senza ombra di dubbio il comparto Ict, in questo momento vero protagonista del lavoro degli italiani e dell’attività delle aziende con smartworking, digitalizzazione dei processi organizzativi e di quelli di vendita.

Le misure per affrontare la crisi: imperativo non fermarsi e investire

Le misure per affrontare la crisi da coronavirus sono nel 59% dei casi espansive e soprattutto di riconsiderazione e sviluppo del business. C’è chi punta a rivedere alcuni aspetti della catena del valore (42%), sviluppare apposite campagne di marketing (40%), cambiare, anche solo momentaneamente, modello di business (30%), spingere le vendite con sconti e promozioni (26%), rivedere alcuni aspetti della catena logistica (24%) e puntare su mercati e Paesi meno toccati dalla crisi (16%). Certo ci sono anche quelle in difesa con blocco assunzioni (33%), interruzione dei contratti a termine (24%) e, veramente a livelli bassissimi, chiusura di punti vendita (3%) e licenziamenti (2%).

Gli investimenti da sviluppare post crisi, a conferma di un sentiment proattivo, sono uguali o addirittura in aumento rispetto a quanto previsto prima dello scoppio della pandemia, evidentemente per bilanciare l’effetto negativo di questi mesi. In particolare, detto che l’84% degli intervistati prevede l’aumento degli investimenti in almeno una delle aree considerate, si pensa di investire di più in Ict (52%), comunicazione esterna (44%), comunicazione interna (38%), eventi (37%), formazione (32%) e consulenza (25%).

Insomma, la tendenza è quella di premere sull’acceleratore – anche più del consueto – per recuperare almeno in parte il tempo perso durante questa pandemia. “Mi colpisce l’approccio proattivo già volto alla ripresa con azioni forti e diffuse in ben più della metà degli intervistati a livello di marketing e vendite, così come l’aver subito affrontato duraturi o momentanei cambiamenti nei mercati serviti, nella catena del valore e logistica e nel modello di business, anche se è vero che stiamo parlando di aziende con una buona struttura manageriale e capacità di competere”, ha dichiarato Guido Carella, presidente Manageritalia. “Altrettanto significativa l’intenzione maggioritaria di investire ancor più di prima e di puntare su digitalizzazione e formazione. E di manager e managerialità come questa e con queste prerogative il Paese e le nostre aziende hanno tanto bisogno per progettare e vivere da protagonisti la ripresa. Sarà opportuno tenerne tutti conto e metterlo tra le priorità”.