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Attualità

Lavoratori italiani sempre più poveri: uno su dieci non arriva a fine mese

Il 12,3% dei lavoratori italiani non arriva a fine mese, nonostante abbia un impiego e uno stipendio

Più di un lavoratore su dieci in Italia si ritrova in condizioni economiche precarie. Più precisamente, secondo l’Istat, nel 2017 il 12,3% dei nostri connazionali poteva essere considerato uno working poor, ossia un lavoratore povero, contro una media europea del 9,6% (cresciuta del 3% negli ultimi dieci anni). Per quali ragioni? La prima è la più scontata: il salario è troppo basso rispetto al costo della vita. Del resto, negli ultimi anni nel nostro Paese le buste paga sono rimaste praticamente invariate. Inoltre, è cresciuto il numero di impiegati nei settori che vengono meno pagati in assoluto, come quello dei servizi.

La seconda ragione per cui il numero degli working poor si è accresciuto negli anni è che le spese sono maggiori rispetto al passato. Si pensi a quelle fisse, che incidono sempre più sul budget famigliare, come quelle per l’assicurazione della macchina, delle bollette o dell’asilo. Infine, bisogna considerare che l’impiego è sempre più discontinuo. E, infatti, a essere più in difficoltà sono i lavoratori che non hanno un contratto a tempo indeterminato. Sempre secondo l’Istat, nel 2017, la percentuale di poveri era del 16,2% fra i lavoratori con incarico temporaneo e del 5,8% fra i lavoratori con posto fisso. La fascia di popolazione più vulnerabile da questo punto di vista? Le famiglie che hanno fra i propri membri giovani tra i 18 e i 34 anni.

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