Via radio è meglio

Pubblicità? L’Università telematica Niccolò Cusano ha preferito creare un’emittente. Così l’immagine ci guadagna. Parla Stefano Bandecchi, a.d. di Unisu

Fare pubblicità? Meglio fondare una radio. Questa l’idea dell’Università telematica delle scienze umane Niccolò Cusano che il primo gennaio 2011, dopo un mese di sperimentazione, ha dato il via ufficiale alle trasmissioni di Radio Manà Manà (a Roma FM 89.3) e ne ha già tratto grandi soddisfazioni: riscontri dagli ascoltatori tramite l’invio di sms, fino a 2.300 accessi contemporanei in streaming poi, naturalmente, la vendita degli spazi pubblicitari. Ma perché mettere in moto tutto questo? «Purtroppo l’università telematica viene guardata con diffidenza», spiega Stefano Bandecchi, fondatore e amministratore delegato dell’università Niccolò Cusano. «Questo è un peccato, perché significa perdere l’occasione di integrare la didattica in presenza con quella telematica, ossia di utilizzare tutti i mezzi a disposizione per l’insegnamento. Ci siamo detti che dovevamo fare qualcosa per comunicare che l’università telematica non è altro che un normalissimo ateneo che in più offre la possibilità di accedere alle proprie lezioni, registrate o in videoconferenza, attraverso Internet».

La scelta è caduta sulla radio, mezzo di comunicazione di massa capace di mescolare informazione e musica, cultura e svago, senza cadere nel trash. «La nostra non è una radio universitaria, ma una radio dell’università» ci tiene a sottolineare Bandecchi. Così, come una normale emittente commerciale, Radio Manà Manà offre giornali radio regionali e nazionali, un appuntamento sul traffico di Roma in collaborazione con i vigili urbani ogni 15 minuti, per tutta la giornata, e ha i suoi programmi di punta: da “Music & Medicine” a “La spigola nel fianco”, da “ManàNotteNo” a “Stadio Manà Manà”. Ma come promuovere in questo modo l’università? «Facendo sì che i nostri professori siano spesso ospiti delle trasmissioni, per trattare la loro materia o anche solo per parlare di musica o di sport», racconta Bandecchi. «In questo modo si ottiene l’effetto di umanizzare il mondo accademico, sfatando la convinzione diffusa che le università telematiche non abbiano professori, quando invece noi ne abbiamo una cinquantina tra ordinari, associati e ricercatori. È innegabile che attualmente, in tutta la provincia di Roma, l’università Nicolò Cusano sia molto più conosciuta e, forse, più apprezzata». Un impegno economico importante – «un milione e 200 mila euro l’anno sono il minimo per avere un prodotto di vera qualità» quantifica l’a.d. – che promette però non solo il pareggio, ma anche un guadagno, nel giro di cinque o sei mesi. «Possiamo dire di aver ottenuto una serie di risultati», conclude Bandecchi. «Innanzitutto quello principale, ossia reclamizzare il nostro ateneo, ma allo stesso tempo abbiamo dato vita a un business, abbiamo creato posti di lavoro (40-50 tra professionisti ed emergenti) e uno strumento utile alla piccola e media impresa locale per farsi conoscere dal pubblico, e poi, non meno importante, abbiamo dimostrato che esiste un collegamento tra l’università e il mondo del lavoro».

MANÀ MANÀ SI FA SUPERDopo le province di Roma e Latina questo mese Radio Manà Manà amplia la diffusione delle trasmissioni anche alla provincia di Rieti, allargando così il suo raggio d’azione a buona parte del Lazio. Non solo, a lato dell’emittente è nato il quotidiano telematico “Le novae”, che registra una media di 1500 utenti unici giornalieri, e da settembre prenderanno il via le trasmissioni di una seconda emittente, che si chiamerà Radio Super Manà Manà. «Ci siamo posti il “problema”, ma almeno per il momento non crediamo di poter diventare una radio nazionale, perché significherebbe dover cambiare stile e noi crediamo molto nella radio locale» spiega Stefano Bandecchi. Certo, con l’arrivo di un secondo canale, forse, potrebbe presto riproporsi l’idea, ma l’amministratore delegato assicura: «Se mai una delle due radio ad un certo punto dovesse avere ambizioni nazionali, di sicuro l’altra resterà attaccata a questa città».

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