Connettiti con noi

Attualità

Spazio, si torna su Marte

Il robot Curiosity decollerà da Cape Canaveral il 26 novembre e arriverà sul Pianeta Rosso il prossimo 5 agosto. In arrivo una nuova era dell’esplorazione interplanetaria

Lo Shuttle è stato ritirato, i programmi spaziali cinesi e indiani incalzano, l’ESA si allea con la Russia e i taxi spaziali civili sono in rampa di lancio. Alla fine, però, è sempre la NASA a portare avanti la fiaccola nel sempre più competitivo (e affascinante) settore dell’esplorazione spaziale. Il nuovo progetto Curiosity, che decollerà, a bordo di un gigantesco razzo Atlas V, dalla base dell’Air Force di Cape Canaveral (in Florida) la mattina di sabato 27 novembre, rappresenta, infatti, un concentrato del massimo della nostra conoscenza tecnologica aerospaziale. Grosso più o meno quanto un’automobile, Curiosity è un robot che agirà da laboratorio scientifico su quattro ruote e avrà il compito di portare avanti il lavoro avviato con enorme successo prima dal Mars Rover Pathfinder (nel 1997) e, successivamente, da Spirit e Oppurtunity, che hanno trasmesso dati e immagini sensazionali quasi ininterrottamente dal 2004 al 2010.

Le missioni che Curiosity dovrà portare a termine sono troppe e troppo complesse per elencarle qui ma non c’è dubbio che questo giocattolo da 2,5 miliardi di dollari (le immagini), che pesa 900 chili (quasi il triplo dei suoi predecessori) sarà in grado di svelare segreti incredibili sul Pianeta più simile alla Terra nel Sistema Solare, anche riguardo alla possibilità di raggiungerlo con un equipaggio umano e abitarlo. Le missioni dei Mars Rover sono state le più fortunate tra gli ultimi progetti targati NASA. Pathfinder ci ha fatto vedere Marte come non l’avevamo mai visto prima, mentre Spirit e Opportunity hanno trasmesso ed esplorato i paesaggi marziani per diversi anni oltre il limite ipotizzato dagli scienziati.

Curiosity sarà di gran lunga il progetto più ambizioso, a partire dal sistema ideato per farlo atterrare sulla superficie di Marte dopo un viaggio di 205 milioni di chilometri. Si tratta di una specie di gru spaziale (Sky Crane) che si trova a bordo modulo di contenimento Centaur e che, a metà della discesa d’entrata nell’atmosfera, “appoggerà” delicatamente il robot sul suolo marziano. Per occhi, Curiosity avrà due foto-video camere (Mastcam), che assicurano una visuale laterale molto più vasta dei suoi precedessori e che permetteranno di individuare con maggior facilità le aree più interessanti verso cui dirigersi per gli esperimenti. Questi verranno eseguiti con una “ChemCam” cioè un’apparato dotato di telescopio e laser per spaccare le rocce (fino a sette metri di distanza) e analizzarne la composizione chimica trasformandone le briciole in plasma. Saranno ovviamente presenti anche decine di altri strumenti contrassegnati da acronimi che nascondono nomi quasi impronunciabili come APXS (Alpha Particle X-Ray Spectrometer), MAHLI (Mars Hand Lens Imager), CheMin (Chemistry e Mineralogy experiment), SAM (Sample Analysis at Mars), REMS (Rover Enviromental Monitoring Station), RAD (Radiation Assassment Detector), DAN (Dynamic Albedo of Neutrons), e MARDI (Mars Descent Imager ). Per saperne di pù potete visitare la pagina ufficiale della NASA (www.nasa.gov), dove potrete assistere in diretta anche a questo nuovo, storico lancio.