Scuola, un insegnante su due si sente sottovalutato

Oggi si celebra la Giornata Mondiale a loro dedicata, ma un sondaggio rivela che per oltre la metà dei docenti italiani la professione non è socialmente apprezzata

In occasione del 5 ottobre, la Giornata Internazionale degli Insegnanti istituita dall’Unesco, ProntoPro.it ha condotto un’indagine su un campione di 1000 docenti in tutta Italia per raccogliere le loro opinioni riguardo ai temi della scuola di oggi. Dall’analisi emerge che oltre la metà di essi, il 51%, ritiene che la propria professione non sia debitamente valorizzata a livello sociale. Particolarmente insoddisfatti, secondo il sondaggio, risultano essere gli insegnanti uomini (59,4%) e quelli residenti in Centro Italia (54,5%).

Il sondaggio ha inoltre indagato l’utilizzo e la diffusione di strumenti tecnologici nell’esercizio della professione. Ne è emerso che, se da un lato la quasi totalità del corpo docente li utilizza nel proprio lavoro, questi sono perlopiù strumenti di base (nel 55,3% dei casi), come computer spesso datati. Inoltre, solo il 9,5% usa le lavagne interattive (LIM) e ancora meno (7,1%) il tablet per insegnare. Grandi disparità, poi, emergono tra Nord e Sud del Paese: il 60% degli insegnanti che utilizzano dispositivi digitali vive al Nord, il 23% in Centro Italia e il 17% al Sud. Le LIM sono installate nel 62,5% delle scuole settentrionali, nel 25% di quelle del Centro e solo nel 12,5% degli istituti meridionali. Di nuovo, è in maggioranza nelle regioni del Nord che i docenti usano i tablet per insegnare (57%), mentre al Centro e nel Mezzogiorno si riscontrano percentuali molto minori (29% e 15% rispettivamente).

Infine, l’indagine ha riscontrato che stragrande maggioranza degli insegnanti ritiene sì che l’uso di risorse digitali sia utile per migliorare il sistema scolastico italiano (97,5%), ma per il 40% questo non rappresenta l’elemento prioritario, a conferma del valore dei metodi di insegnamento tradizionali.

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