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Attualità

“Scuola al centro”, il progetto per combattere l’abbandono delle aule

Presentata dal Ministro Giannini al G7, coinvolge le aree metropolitane di Napoli, Palermo, Milano e Roma per combattere degrado e emarginazione sociale

Si chiama “Scuola al centro” il progetto presentato dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini al G7 su educazione e ambiente di Tokyo. Rivolto in particolare a quattro aree metropolitane (quelle di) a forte presenza di immigrazione e soggette a emarginazione sociale e dispersione scolastica, il bando, pubblicizzato sul sito creato ad hoc www.areearischio.it, ha raccolto il consenso di quasi 700 istituti scolastici.

IL PROGETTO. Finanziato con quasi 10 milioni di euro, il progetto avrà come primo scopo la riduzione del fenomeno della dispersione scolastica, attraverso il coinvolgimento dei giovanissimi in attività e progetti organizzati proprio nelle aree più difficili delle più grandi città italiane. Ogni scuola riceverà, per partecipare all’iniziativa, fondi pari a 15 mila euro; dello stanziamento complessivo, 4,1 milioni finiranno a 275 scuole napoletane; 2,6 a 172 scuole di Milano; a Roma 136 istituti beneficeranno di un budget di oltre 2 milioni di euro e i fondi restanti saranno destinati a 82 scuole palermitane aderenti.

AUTONOMIA SCOLASTICA. Per combattere l’abbandono delle aule – che a Napoli, ad esempio, raggiunge percentuali importanti, pari al 30%; ma che affligge tutta la penisola, con una media compresa tra il 15 e il 17%, a fronte di un dato europeo del 10% – si mira a mantenere le scuole aperte e accoglienti, anche nei confronti di chi ha rinunciato a frequentare la scuola. Il progetto del ministro Giannini si inscrive in un contesto di già larga autonomia degli istituti scolastici: in tutta Italia, ormai, esistono scuole che, autorizzate dal DPR 567, organizzano attività integrative atte ad organizzare la giornata dei bambini e investire su una formazione che vada al di là di grammatica e matematica. In questo ambito, Milano rappresenta la città più attiva: qui è nato il primo progetto strutturato di collaborazione scuole-Comune per le “Scuole Aperte”, con 30 istituti che proseguono il loro compito educativo anche dopo la fine delle lezioni, diventando importanti centri di ritrovo per i quartieri in cui sono siti.

TAGLIARE LE VACANZE ESTIVE. Intanto, il ministro Giannini dovrà forse prendere in considerazione gli appelli, sempre più convinti, dei tanti genitori che chiedono una diminuzione della durata delle vacanze estive, che attualmente si estendono per almeno 12 settimane. Tanto che una mamma ha, di recente, promosso una petizione per richiedere l’allungamento dell’anno scolastico fino al 30 giugno. Tagliare le vacanze estive sarebbe, secondo i genitori, un buon modo per togliere i ragazzini dalle strade, venire incontro alle esigenze lavorative dei genitori e risparmiare loro i costi elevati dei campi estivi. Il tutto adeguandosi ai tempi vigenti in tutte le altre scuole europee, dove la sospensione per la bella stagione dura mediamente 6 settimane.