Parte la rivoluzione dello Ior: eletto il francese De Franssu

La “fase di transizione pacifica”, come viene definita dal Vaticano, durerà tre anni. In vista anche la riforma dei media vaticani

I media la chiamano “rivoluzione”, il Vaticano preferisce parlare di una “fase di transizione pacifica”. Quel che è certo è che lo Ior si prepara a cambiare volto, nel giro di tre anni. A traghettarlo verso il cambiamento sarà il neo presidente: il francese Jean – Baptiste De Franssu. Tra le novità annunciate, anche l’assorbimento della sezione ordinaria dell’Apsa – Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica all’interno della Segreteria Vaticana per l’Economia, guidata da dal cardinale George Pell.

Tre le priorità alla base del cambiamento dello Ior: il rafforzamento del business; il superamento delle duplicazioni con lo spostamento della gestione del patrimonio a un nuovo Vatican Asset Management e, come spiega lo stesso cardinale Pell, la volontà di «concentrare le attività sulla consulenza finanziaria e sui servizi di pagamento per il clero, le congregazioni, diocesi e impiegati laici del Vaticano». Novità anche per il consiglio di amministrazione che passa da cinque a sei membri: confermati lo stesso Jean-Baptiste de Franssu, il tedesco Clemens Boersig, l’americana Mary Ann Glendon e l’inglese Michael Hintze, mentre sono ancora da designare i due nuovi membri. Probabile la presenza di un italiano. Monsignor Battista Ricca resta prelato dello Ior, mentre Monsignor Alfred Xuereb sarà segretario senza diritto di voto del Consiglio dell’Istituto.

Novità in vista anche per il settore media, che dovrebbe essere a sua volta oggetto di una riforma. Per l’occasione è stato istituito un comitato ad hoc che, nel giro di 12 mesi, dovrà pubblicare una relazione sui media vaticani, corredato di relativo Piano di cambiamento: «Gli obiettivi sono di adeguare i media della Santa Sede alle nuove tendenze di consumo dei media, di migliorarne il coordinamento e di raggiungere progressivamente e sensibilmente risparmi finanziari considerevoli», ha spiegato il cardinale Pell. «Sulla base delle esperienze positive con le recenti iniziative come la Pope App e l’account Twitter del Santo Padre, i canali digitali saranno rafforzati per garantire che i messaggi del Santo Padre raggiungano maggiormente i fedeli in tutto il mondo, soprattutto tra i giovani».

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