Onu: Italia 26esima per sviluppo umano. Ma le donne soffrono

Nella classifica dominata dalla Norvegia, il nostro Paese paga soprattutto il gender gap. E nel mondo sono 2,3 miliardi le persone a rischio povertà

L’Italia è immobile, in positivo e in negativo. Almeno per l’indice aggregato dello Sviluppo umano (Hdi) delle Nazioni Unite che piazza l’Italia al 26° posto nel mondo.

A precederci ci sono Sloveniva e Finlandia, mentre in vetta si confermano Norvegia e Australia. Sul podio c’è la Svizzera che, insieme con l’Olanda, scavalca Stati Uniti e Germania.

Dal 2008 al 2013, il nostro Paese ha perso due posizioni. Ma a preoccupare è soprattutto un dato contenuto nel rapporto Onu: quello del Gender Development Index. E’ qui che l’Italia paga di più, nella differenza di genere tra uomini e donne: in questa classifica, il Belpaese scivola addirittura al 61° posto. Solo in 16 Paesi c’è uguaglianza totale tra uomo e donna nelle possibilità di realizzazione personale. Il Paese più ingiusto è l’Afghanistan, dove il valore dell’Hdi delle donne è pari soltanto al 60% di quello degli uomini.

Gli altri dati offerti dall’Onu raccontano di un mondo dove 85 persone posseggono quanto 3,5 miliardi di persone, dove 1,2 miliardi di abitanti vive con 1,25 dollari o meno al giorno.

Considerando il Multidimensional Poverty Index, però, si scopre che quasi 1,5 miliardi di persone in 91 Paesi vivono in condizioni di povertà e altri 800mila sono a rischio.

Tanti gli esempi: l’80% degli anziani nel mondo non ha sufficiente protezione sociale e in generale non ne godo otto persone su dieci. Il 12% delle popolazione (842 milioni) soffre di fame cronica e quasi il 50% dei lavoratori è precario o irregolare.

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