Figli, crisi ed eterologa: che cosa pensano gli italiani

L'indagine del Censis rivela: la situazione economica frena il desiderio di genitorialità. Nel 2013 62 mila nati in meno, solo il 29% degli under 35 fa figli

Che cosa pensano gli italiani sulla genitorialità? I figli sono un diritto per tutti? Anche per i single (sì per il 46% degli italiani) e gli omosessuali (29%)? A raccontare il pensiero degli italiani è il Censis di fronte all’ennesimo dato sul calo delle nascite in Italia: 62mila nati in meno.

Ecco i punti salienti della ricerca Diventare genitori oggi. Indagine sulla fertilità/infertilità in Italia, realizzata in collaborazione con la Fondazione Ibsa: «Le profonde implicazioni sociali e morali emerse dalla ricerca», dice il presidente dell’ente, Giuseppe Izzo, «evidenziano come il Paese sia più avanti di quanto emerga dal dibattito quotidiano. Il fatto che il 2013 sia stato l’anno in cui in assoluto si sono fatti meno figli deve farci riflettere sugli effetti profondi che il perdurare della crisi sta producendo sul vissuto reale del Paese di oggi e del futuro».

DIVENTARE GENITORI. Avere figli è fondamentale per gran parte degli italiani. Il 74,5% degli intervistati è genitori con il 2,6% che è in attesa, la metà circa ne ha due, mentre il 22,8% non ha figli. Le percentuali si stravolgono al di sotto dei 35 anni: solo il 29,8% dei “giovani” fa figli. E per il 46% degli italiani questo è proprio un argomento da rimandare proprio dopo quella data.

SEMPRE MENO. Il tasso di natalità ha fatto segnare un -3,7% passando da 9 a 8,5 nati ogni mille abitanti. Il bilancio parla di 62 mila nascite in meno: 514.308 nel 2013. Solo nel 2008 erano 576.659. Di chi è la colpa? Della crisi, ovviamente, ma anche della politica. Secondo il 61% del campione, più interventi pubblici stimolerebbero la genitorialità, il 71% degli italiani chiede sgravi fiscali ed aiuti economici. il 67% il potenziamento degli asili nido.

ETEROLOGA. L’argomento del momento – la fecondazione eterologa – resta oscuro per il 60% degli italiani (il 15% «non ne sa niente»). Il tema coinvolge il 16% degli intervistati. Per un italiano su tre le cause dell’infertilità sono lo stress, anomalie organiche, ovariche o ormonali. Noostante la poca conoscenza, le idee sono ben chiare: l’85% è favorevole all’inseminazione omologa in vivo e il 73% a quella in vitro. Mentre l’eterologa spacca l’opinione pubblica: il 40% approva ll’uso di gameti (ovocita e spermatozoo) esterni alla coppia (65% tra i non credenti); il 35% si dice favorevole alla diagnosi pre-impianto, solo il 14% alla maternità surrogata (utero in affitto) e il 9,5% è favorevole anche alla possibilità di scegliere prima il sesso del nascituro. P

PROCREAZIONE ASSISTITA. Quando si parla di Legge 40 e di procreazione assistita si entra però nell’ombra: solo l’11% conosce l’esistenza di tale normativa.

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