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Attualità

Distorta e stereotipata, ecco la rappresentazione delle donne sui media

Dal convegno “Donne e Media” un appello alle istituzioni e al mondo della comunicazione per porre fine all’ “incessante e selvaggia strumentalizzazione che continua a farsi delle donne e del loro corpo”

I media italiani propongono una rappresentazione distorta e parziale della figura femminile; una rappresentazione che non fa che aumentare l’affermazione di stereotipi e valori negativi sul ruolo delle donne nella società, che ne svilisce le competenze e propone un modello culturale volgare e lesivo della dignità umana. Queste le considerazioni al centro del convegno “Donne e Media” svoltosi venerdì a Roma.Promosso dai Comitati Pari Opportunità del Ministero per lo Sviluppo Economico e di Enea, in collaborazione con la Conferenza degli organismi regionali di parità e l’Appello Donne e Media, l’incontro è stato l’occasione non solo per dibattere, ancora una volta, sulla questione della rappresentazione femminile sui media, quanto per procedere all’elaborazione di un documento, da sottoporre alle autorità istituzionali e al mondo della informazione e della comunicazione, che proponga delle soluzioni concrete al problema.Tra le soluzioni proposte dal testo:● la richiesta di ratifica del Contratto di servizio Rai 2010-2012 contenente gli emendamenti dell’Appello Donne e Media;● la richiesta al governo di convocare, dando seguito all’iter proposto dall’Appello, un tavolo tecnico di confronto per l’elaborazione di un quadro regolamentare condiviso e inerente tutti i media, simile a quello adottato dagli altri paesi europei con la previsione di insediare, nella seconda fase, un’apposita Autority di controllo;● infine la proposta all’Europa di armonizzare le diverse regolamentazioni esistenti sul tema Donne e Media in un auspicabile “STANDARD EUROPEO”.Il convegno e la redazione del documento non sono che gli ultimi atti della battaglia contro la rappresentazione distorta delle donne sui media. Si attende ora che le istituzioni e il mondo della comunicazione tutto si decidano, finalmente, a prendere in considerazione il problema. Perché, come sottolineato anche dalla Presidente della Conferenza, Donatina Persichetti, nel nostro paese ormai è “incessante e selvaggia la strumentalizzazione che continua a farsi delle donne e del loro corpo, continuamente svilite e vilipese da una rappresentazione mediatica che le espone e le smembra massacrandone la dignità”.

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