Netflix e il suo approccio inclusivo a 360°

Intervista a Tinny Andreatta, vicepresidente per i contenuti italiani, che spiega come Netflix punti a rappresentare sullo schermo, dietro la macchina da presa e anche in azienda la diversità, che da sempre costituisce il maggior impulso alla creatività

Tinny-Andreatta-Netflix

«L’inclusione nei prodotti audiovisivi è un dovere sul piano etico che coincide con un processo in atto nelle nostre società»: è chiaro e deciso il punto di vista di Tinny Andreatta, vicepresidente per i contenuti italiani di Netflix, che spiega: «Il nostro obiettivo è realizzare film e serie tv che siano capaci d’intrattenere un pubblico esigente e trasversale rispetto ai confini nazionali. Per questo, vogliamo allargare il campo della rappresentazione oltre gli stereotipi e creare un’empatia che coinvolga gli spettatori in storie in cui in modo originale e sorprendente si rifletta la loro vita. È fondamentale dunque, rispetto alla nostra scala internazionale di diffusione, che tutti, donne e uomini, si sentano rappresentati sullo schermo e quindi che il rispetto della diversità costituisca un valore fondamentale sia per quanto riguarda il racconto, sia per il modo di produrlo e per chi queste storie le produce, le dirige, le doppia e le interpreta».
Una simile filosofia non può certo limitarsi alla produzione, ma si applica anche al luogo di lavoro: «Lo abbiamo pensato come un ambiente inclusivo ed equo dove le persone con diversi background si sentano rispettate e possano contribuire con i loro punti di vista e la ricchezza delle esperienze e delle culture. Pensiamo che questo sia un motore decisivo per valorizzare la creatività, sostenere l’innovazione e trovare soluzioni soddisfacenti ai problemi», prosegue la manager.

Facciamo un attimo un passo indietro: a che livello è il grado di consapevolezza dell’industria dell’audiovisivo su questi temi?
Nella produzione televisiva europea le donne sono solo il 22% dei registi, il 36% degli sceneggiatori e il 7% dei direttori della fotografia (dati European Audiovisual Observatory). Eppure, dovrebbe essere ormai chiaro che una delle leve del rinnovamento non può che passare attraverso un’inclusione sempre più larga del femminile e del differenziale di immaginario e talento che custodisce a tutti i livelli del processo produttivo. Guai però alla retorica. Il talento è un mix del tutto singolare di personalità e preparazione, competenza e determinazione. Non possono esserci scorciatoie e le donne da questo punto di vista possono vantare una forza, una larghezza di apertura e una sensibilità impareggiabili. Se, dunque, potente e chiara è la direzione del cambiamento, non siamo ancora a un punto di equità che permetta di non prestare un’attenzione particolare al loro accesso alle professioni e questo vale per tutti gli operatori del settore.

Qual è la situazione in Netflix in termini di DE&I?
Sono stati fatti grandi progressi negli ultimi anni e, anche se la strada da percorrere è ancora lunga, la crescita intrapresa è sicuramente soddisfacente. Secondo il nostro ultimo Report sull’Inclusione (aggiornato al 2022), le donne costituiscono il 49,6% del personale e la percentuale di donne leader arriva al 51,4%. Va inoltre sottolineato che oltre la metà del personale Netflix negli Stati Uniti, il 52,9%, è composta da individui che fanno parte di uno o più gruppi marginalizzati tra cui asiatici, neri, ispanici o latini/latinx, mediorientali, nordafricani, nativi americani e persone dell’Asia e delle isole del Pacifico. Tra i 23 leader del nostro senior leadership team nel 2022, il 43,5% è composto da donne e il 34,8% si identifica con uno o più gruppi razziali/etnici storicamente marginalizzati. Inoltre, nello scorso anno ci siamo impegnati più a fondo per promuovere l’inclusione, creando programmi locali in varie lingue tra cui francese, italiano, tedesco e spagnolo, oltre ad aver assunto personale in tutto il mondo, inclusi leader in India, Giappone, Singapore, Messico e Brasile.

Uno scatto dalla produzione italiana La vita bugiarda degli adulti

E se guardiamo in particolare alla filiale italiana?
L’ufficio italiano di Netflix vuole rappresentare la Penisola nella ricchezza della sua identità: un Paese multiculturale, con strati secolari di cultura, bellezza, con il fermento di diversità e un patrimonio di tradizioni. Il team tricolore è composto da colleghi italiani e internazionali, con una predisposizione al cambiamento e alla scoperta. Insomma, vogliamo essere un laboratorio in cui ciascuno possa portare nuove prospettive e quel quid di inaspettato che spesso è il segreto di un successo. Quanto alla gender equity, il 70% del team è femminile e la maggior parte delle posizioni apicali sono occupate da donne. Dal punto di vista anagrafico, sono rappresentate in modo equo tutte le fasce d’età e abbiamo una grande presenza di under 35 in posizioni manageriali e con responsabilità di funzione. In Italia, proprio quest’anno, abbiamo annunciato la prima edizione del Corso in recitazione e scrittura applicate al doppiaggio ideato da 3Cycle in collaborazione con Diversity e con il sostegno di Netflix. Un corso di perfezionamento che vuole formare nuovi talenti trasmettendo loro le migliori tecniche della professione, ma con un approccio inedito ai temi della Diversity, Equity & Inclusion, per tracciare una nuova direzione per il settore che tenga conto della molteplicità delle tematiche, delle storie e delle culture rappresentate, in uno scenario dell’audiovisivo sempre più globale e articolato.

Avete realizzato anche uno studio relativo alla diversità nei film e nelle serie tv: cosa è emerso?
Il nostro studio più recente con l’USC Annenberg Inclusion Initiative prende in considerazione le serie tv e i film Netflix Usa dal 2020 al 2021. Evidenzia miglioramenti notevoli anno dopo anno per la rappresentanza delle donne e di individui appartenenti a gruppi razziali/etnici sotto-rappresentati. È significativo che Netflix raggiunga la parità di genere nei ruoli da protagonista o coprotagonista con una donna o una ragazza in questa posizione in più della metà (55%) di tutti i film e le serie tv dal 2018 al 2021. È aumentata anche la rappresentazione per persone non bianche in ruoli da protagonista toccando il 47% nella produzione del periodo 2020-2021. E così per le donne dietro la macchina da presa: nel 2021 nel 26,9% dei casi, la regia di un film Netflix era affidata a una donna, rispetto al 12,7% di tutti i film di maggior successo nello stesso anno. Il 38% di chi ha ideato serie nel 2021 era costituito da donne, con un salto rispetto al 26,9% nel 2018.

Lupin

Proprio per raggiungere l’obiettivo di una maggiore inclusione “dietro la macchina da presa” è stato creato il Fondo Netflix per la creatività inclusiva. In cosa consiste?
Nel 2021 abbiamo creato questo Fondo per investire nella diversità delle figure del futuro. Dimostra un impegno volto a formare talenti creativi che possano inserirsi in produzioni in cui Netflix è coinvolta e, dunque, a fornire loro le basi necessarie per avere successo nel settore dell’intrattenimento. Un disegno strategico che prevede e integra iniziative diverse. Anzitutto, investiamo nei talenti emergenti di tutto il mondo: in soli due anni 29 milioni di dollari in più di 100 programmi, collaborando con oltre 80 organizzazioni in più di 35 Paesi. Tra questi, sono orgogliosa di ricordare due programmi che abbiamo attivato in Italia. In collaborazione con il Premio Solinas e con il supporto di Diversity, abbiamo creato La bottega della sceneggiatura rivolta a giovani talenti che desiderino sviluppare storie per la tv. Un’iniziativa di coaching di alto livello per la formazione sia sul piano pratico sia con opportunità di accesso al lavoro. Al termine del percorso a più fasi, verranno selezionati due soggetti particolarmente meritevoli che potranno collaborare come assistenti nella Writers’ Room di una serie in cui Netflix è coinvolta. Il primo si aggiudicherà anche il Premio La bottega della sceneggiatura di 6 mila euro. In secondo luogo, con l’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, abbiamo varato un innovativo programma di mentoring e accesso al lavoro rivolto al talento femminile italiano nell’audiovisivo, focalizzato su ruoli “dietro la macchina”: regia, direzione della fotografia, montaggio e suono. Al termine del percorso, quattro allieve (una per ogni ambito professionale) ricevono una proposta di lavoro come assistente su una produzione italiana di film o serie tv in cui Netflix è coinvolta. Con l’intento di sviluppare iniziative per le professionalità creative e tecniche, il Fondo ha supportato oltre 4.500 talenti fornendo risorse e formazione per aiutarli a prepararsi all’impiego nelle rispettive industrie locali. E voglio anche ricordare come numerosi cortometraggi da programmi finanziati da Netflix siano stati presentati in oltre 40 festival cinematografici. Insomma, stiamo parlando un impegno concreto volto a creare opportunità di lavoro nelle nostre produzioni: attingendo dai nostri programmi abbiamo inserito in produzioni in cui Netflix è coinvolta 395 talenti creativi in vari ruoli, tra cui quello di line producer, responsabile di montaggio associato, assistente al casting e macchinista. Questi apprendisti e apprendiste hanno lavorato su progetti Netflix in tutto il mondo, tra cui La regina Carlotta: Una storia di Bridgerton nel Regno Unito, Lupin in Francia, Suburraeterna e La vita bugiarda degli adulti in Italia e tantissime altre.


Questo articolo è tratto dallo speciale Diversity, Equity & Inclusion di Business People di giugno 2023, scarica il numero o abbonati qui

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