Meeting 2023: alla scoperta dell’amicizia

Rintracciare tutte le declinazioni (e sviluppi concreti) del termine nella vita sociale, culturale, economica e politica. È questo il tema centrale del prossimo Meeting di Rimini, come spiega Bernard Scholz, presidente della fondazione che lo organizza

Bernard Scholz Meeting 2023

«Il titolo di quest’anno ci riporta alle origini del Meeting: proprio da un’amicizia è nata l’iniziativa di creare in estate un luogo di incontro sulla riviera adriatica. Ed è tuttora un’ampia rete di amicizie che porta avanti questo evento». Parola di Bernhard Scholz, 66 anni, manager e consulente di origini tedesche, dal 2020 presidente della Fondazione che organizza il Meeting di Rimini. Strano a dirsi, eppure non era mai successo in 44 anni di storia che proprio il Meeting per l’amicizia tra i popoli inserisse nel titolo di un’edizione la parola amicizia, peraltro così cara a quel don Luigi Giussani a cui gli organizzatori si ispirano. “L’esistenza umana è un’amicizia inesauribile” è il tema portante del Meeting 2023, in programma dal 20 al 25 agosto alla Fiera di Rimini. «La natura dell’uomo è una relazione che segna ogni momento della vita; vogliamo riscoprire le declinazioni di questa amicizia nella vita culturale, sociale, economica e politica», spiega Scholz.

Perché parlare di amicizia proprio ora?
Sempre più giovani e adulti si trovano in una solitudine esistenziale, in mezzo a tante relazioni anonime, in un mondo in cui aumentano i conflitti e si riducono le prospettive. Vorremmo quindi riscoprire l’amicizia, che è stata considerata e vissuta in tutte le culture come una delle manifestazioni più significative delle relazioni umane. Un segno che l’amicizia sia vera e autentica è la sua propensione a condividere i beni ricevuti, ad accompagnarsi nelle esperienze più significative, ad aiutarsi, correggersi, sostenersi in tutti gli aspetti della vita. Spesso le amicizie creano anche opere, iniziative sociali e culturali utili per il mondo. Proprio per questo Papa Francesco ci sollecita ad allargare le nostre amicizie, a farle diventare ciò che lui chiama «amicizie sociali». L’amicizia è inesauribile quando riconosciamo che ognuno di noi, prima ancora di un suo qualsiasi impegno, è già investito da un’amicizia da parte di chi ha voluto la nostra esistenza, ha desiderato da sempre e per sempre di essere nostro amico. Per questa ragione il titolo dice che l’esistenza “è” un’amicizia ed è inesauribile, perché inesauribile è la sua fonte. Possiamo dire che nell’esperienza cristiana la vita diventa la storia di una amicizia.

Ma come è possibile parlare di amicizia con la guerra che imperversa in Europa da un anno e mezzo?
Proprio perché c’è la guerra contro l’Ucraina, ma anche perché ci sono delle guerre altrettanto atroci in tante altre parti del mondo, bisogna parlare di amicizia, vivere l’amicizia, cercare di costruire rapporti di amicizia. L’aggressione armata, come la violenza in generale, nasce dal fatto che non si riesce a vivere in pace con se stessi, si ha bisogno del nemico per affermarsi, si cerca di trovare una propria identità nell’odio dell’altro. I rapporti amichevoli fra esponenti di nazioni, di culture, di religioni e la cura di una stima reciproca sono il migliore antidoto a queste derive. Al Meeting abbiamo sempre cercato di favorire il dialogo fra popoli e culture e lo faremo anche quest’anno in diversi incontri e mostre. Solo così possono emergere ed essere condivise – anche nelle loro differenze – le grandi ricchezze umane, religiose e culturali, invece di essere negate dall’odio e dall’ignoranza. Oltre a questi aspetti ci porremo anche la domanda più che mai importante sulle cause che rendono sempre più deboli le democrazie e sempre più forti autocrati e tiranni.

Bernard Scholz durante il Meeting di Rimini del 2016

L’amicizia è possibile anche in politica e nel lavoro?
L’amicizia è una relazione che esalta l’unicità della persona e le sue attese più vere, esalta i talenti ricevuti. L’amicizia fa scoprire se stessi e l’altro nel profondo del suo essere. Chi fa esperienza di una tale amicizia non può non guardare le altre persone, fossero anche colleghi meno simpatici, concorrenti o avversari politici, con un profondo rispetto. In questo senso le relazioni di amicizia superano i muri difensivi dell’individualismo, si oppongono al collettivismo che annienta l’individualità e contribuiscono alla costruzione di un bene comune. Al contempo non è possibile parlare di amicizia quando le relazioni sono segnate da una distrazione che vuole sfuggire e non affrontare la drammaticità della vita, o quando si abusa di rapporti personali per bypassare delle norme.

Le esperienze di amicizia spesso nascono sui banchi di scuola o di Università. Oggi è sotto gli occhi di tutti la difficoltà dei giovani a vivere relazioni vere (e non solo virtuali). A tal proposito, il Meeting ha sempre posto molta attenzione al tema dell’educazione. Se ne parlerà anche quest’anno?
Racconteremo con una mostra tre esperienze diverse di accoglienza di giovani con situazioni di disagio. Per loro è decisivo essere innanzitutto accolti per poter accogliere se stessi; in questo senso i giovani hanno bisogno di incontrare qualcuno che creda in loro, che li accompagni nella grande avventura della scoperta di sé e del mondo. Non ci sono automatismi in questi percorsi, ma certamente si può proporre una vita diversa dalle esperienze frequenti di una continua oscillazione fra indifferenza, viziatura e possesso emotivo ricattatorio.

Il 2023 è l’anno del centenario della nascita di Giovanni Testori, grande amico del Meeting, e il 150° anniversario dalla morte di Alessandro Manzoni, autore di riferimento per don Giussani. Ci saranno iniziative su questi e altri grandi maestri?
Ci interessa presentare le grandi figure del passato per affrontare con loro il presente e guardare insieme a loro al futuro. Lo faremo con un incontro su Manzoni, con una mostra su Il cavallo rosso di Eugenio Corti, pubblicato 50 anni fa, lo faremo con incontri su Giovanni Testori e la presentazione dello spettacolo Maddalene tratto da una sua opera. Ma renderemo presenti anche figure che hanno vissuto l’amicizia sociale con un’intensità radiosa e coinvolgente. Ci interessa proprio testimoniare che l’amicizia non solo è possibile ma che è – dov’è vissuta autenticamente – una profezia per la pace sia nella società civile, sia fra i popoli. In un modo esemplare lo documenterà la mostra sul beato José Gregorio Hernández, un medico del Venezuela che sta diventando un punto di riferimento in tutta l’America Latina.

Uno scatto dell’edizione 2022 del Meeting

La grande forza del Meeting sono sempre stati i volontari. In un’epoca storica contrassegnata dalla carenza di manodopera, anche il Meeting ha faticato a reperirne?
Grazie a Dio anche quest’anno si sono messi a disposizione più di 3 mila volontari fra adulti e studenti universitari. La loro umanità serena e accogliente è proprio la caratteristica fondamentale del Meeting. È particolarmente commovente vedere ogni anno tanti artigiani e professionisti che si prendono giorni di vacanza per costruire gli allestimenti e le mostre nelle settimane precedenti il Meeting.

Crisi demografica e politiche per la natalità sono temi molto cari (almeno nelle enunciazioni) a questo Governo. Al Meeting si dirà qualcosa al riguardo?
Spesso si guarda alla crisi demografica solo dal punto di vista delle conseguenze economiche, pensionistiche, sanitarie e sociali, che sicuramente ci sono e che vanno trattate con la massima professionalità. Ma bisogna anche andare all’origine umana ed esistenziale della denatalità, partendo dal desiderio di tante coppie di creare una famiglia. Come è possibile sostenere questo loro desiderio dal punto di vista economico, lavorativo, sociale? Com’è possibile incoraggiarlo di fronte a un futuro con innegabili elementi di incertezza? Non è per un calcolo che si mettono al mondo dei figli, ma per un desiderio profondamente umano, che deve essere sostenuto da una volontà piena di speranza e da condizioni più favorevoli possibili. È su questa prospettiva che vogliamo riflettere.

Il Meeting quest’anno si terrà in una terra ferita come la Romagna alluvionata…
L’alluvione ha fatto emergere una carità che era quasi sommersa. Vogliamo rendere presente questa alluvione di bene in un incontro al Meeting per testimoniarlo al mondo. Al contempo ci saranno vari incontri e mostre che mettono al centro il tema della cura della natura, la costruzione di una economia ecologicamente sostenibile.

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