Giorgio Armani: “Il mio stile? Resterà anche dopo di me. E ai politici dico…”

Alla vigilia dei 90 anni il celebre stilista si racconta in un’intervista che va dalle origini al futuro della sua azienda

Giorgio Armani: “Il mio stile? Resterà anche dopo di me. E ai politici dico…”Photo by Stephane Cardinale - Corbis/Corbis via Getty Images

La moda non è eccesso o divertimento. È tradizione e discrezione. “Un’eleganza che nasce dall’intelligenza”. Alla vigilia dei suoi 90 anni, Giorgio Armani resta un punto di riferimento globale nel settore della moda con un’azienda che da quasi 50 anni (li celebrerà nel 2025) ha saputo crescere esponenzialmente (oltre 9.250 dipendenti e un fatturato di 2,35 miliardi di euro), rimanendo sempre fedele a se stessa. Una caratteristica rara, resa possibile dalla presenza costante del suo fondatore che, alla vigilia del suo compleanno (l’11 luglio) ha rilasciato a Emanuele Farneti e Maurizio Molinari per la Repubblica un’intervista che parte dalle origini della sua carriera fino al futuro della Giorgio Armani Spa.

Le origini di Armani stilista

Se il gusto e lo stile dello stilista italiano possono essere innati, nell’intervista Giorgio Armani racconta come da giovane non pensava affatto a una carriera nella moda. “È la moda che ha scoperto me”, ha spiegato. “Ero a Milano e dovevo trovare un’occupazione. E tramite l’impiego che avevo alla Rinascente (si occupava delle vetrine, ndr) mi sono sentito messo in discussione. Nel senso che non amavo quello che vedevo. Così mi sono detto: voglio fare delle cose che piacciono a me. E che la gente è giusto che porti. In modo presuntuoso, forse, ma è quello che ho pensato”.

Lo stile secondo Giorgio Armani

Dalle parole dello stilista si delinea perfettamente cosa Armani intenda per moda. “Non mi piace che chiamino moda quello che in realtà secondo me è solo un divertimento: un divertimento di chi ha disegnato, di chi ha prodotto, e che cerca disperatamente una strada nuova, dimenticando che poi la strada nuova è sempre quella vecchia”. Nel disegnare un vestito non bisognerebbe trovare una soluzione di “innovazione fine a se stessa, che non non tiene conto del fatto che alla fine la gente si veste in maniera logica. Intendiamoci: mi piace anche la fantasia, mi piace vedere che c’è una ricerca, un dettaglio speciale. Ma perché dovremmo pensare di emozionare disegnando delle spalle sproporzionate? L’esasperazione: io non faccio parte di questo mondo”.

Il mondo di Giorgio Armani è, invece, discrezione, l’eleganza che nasce dall’intelligenza. Potrebbe sembrare un atteggiamento moralistico, ma sono certo che la sobrietà sia sempre una qualità vincente.

Il futuro della Giorgio Armani 

Nell’intervista lo stilista sottolinea di aver già definito il futuro della Giorgio Armani Spa senza di lui. L’azienda andrà in mano a persone “di cui mi fido e, quindi, immagino che il mio stile possa continuare a essere espresso in maniera altrettanto chiara da chi verrà dopo. Il mio sogno più grande è che lo stile Armani rimanga un’espressione di stile italiano e che anche tra 50 o 100 anni lo si identifichi come qualcosa di speciale, autentico e originale”.

Il messaggio alla politica  

Non manca, infine, un messaggio all’attuale politica italiana. Tra le speranze di Giorgio Armani c’è quella di vedere i nostri politici vestiti bene. “Che evitino di fare gli sportivi a tutti i costi. In una riunione uno deve essere in giacca e cravatta. Fine della discussione. E poi, soprattutto, trovo debilitante il fatto che accendendo la televisione vediamo tutti questi scazzi fra di loro. Questo non l’accetto, occupano delle poltrone importanti sia per la povera gente sia per chi è diventato ricco lavorando, perché i soldi non piovono dal cielo”.

© Riproduzione riservata