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Puntiamo su leadership e cultura d’impresa

Il punto di vista di Daniela Bernacchi, Segretaria Generale dell’UN Global Compact Network Italia

Daniela-Bernacchi
Questa intervista è parte di
Perché in tema Diversity, Equity & Inclusion l’Italia deve svoltare

Sul fronte della diversity le grandi aziende hanno impresso un’accelerazione diversa rispetto alle pmi, dove spesso mancano anche strumenti per il monitoraggio dei risultati ottenuti. Daniela Bernacchi, Segretaria Generale del UN Global Compact Network Italia, ha spiegato a Business People come soprattutto nelle piccole aziende, non ci siano ancora percorsi idonei ad abbattere i pregiudizi.

Dottoressa Bernacchi, iniziamo con la domanda più difficile: cosa bisogna fare per aumentare l’attenzione e le azioni sulla DE&I?
Bisogna lavorare sulla cultura aziendale, perché oltre alle procedure e ai processi poi ci sono i bias cognitivi e quindi gli atteggiamenti, i linguaggi che non sono inclusivi. Occorre, dunque, intervenire sulla cultura dell’impresa e avere un commitment dall’alto, cioè amministratori delegati e management che sposano il tema dell’inclusione. Le aziende che delegano a un singolo reparto, alle risorse umane, ma non fanno cultura, non fanno formazione, non fanno sensibilizzazione, hanno sempre punteggi più bassi. Quindi ci vuole una leadership inclusiva e ci vuole una cultura d’impresa che rispetti le diversità.

Cosa pensa della situazione in Italia?
C’è un trend positivo di maggior interesse sul tema e, quindi, sempre più sensibilità rispetto all’argomento. Sicuramente le grandi aziende hanno impresso un’accelerazione diversa rispetto alle piccole e medie imprese. A volte però c’è anche una difficoltà nel monitoraggio di quello che viene fatto, nel senso che molto spesso, soprattutto le pmi, inseriscono dei principi nel Codice etico, ma poi non individuano indicatori misurabili e, per di più non si danno obiettivi di medio-lungo termine. Di conseguenza è difficile capire il percorso che l’azienda sta veramente compiendo.

Quali sono i temi della DE&I che riscuotono maggior interesse?
C’è una sensibilità crescente soprattutto per quanto riguarda il gender, che ha subito un’accelerazione anche perché è anche stata lanciata la certificazione volontaria che dà accesso al ai fondi del Pnrr. Se parliamo, per esempio, di Lgbt+ la situazione è diversa. Global Compact lavora molto su queste tematiche e, proprio su questo fronte, ha lanciato un tool di supporto per le aziende per monitorare i gap e le opportunità rispetto al target.

Il quadro è in evoluzione, insomma…
Sì, e stanno nascendo anche nuove figure professionali. Le aziende più grandi, per esempio, iniziano a dotarsi del Diversity Manager.