Per uscire dalla crisi, lo Stato deve farsi impresa

Enrico Bracalente, patron di NeroGiardini, analizza lo stato di (poca) salute dell’economia del Paese. Una situazione colpa più che dell’euro, degli italiani, di una classe politica che negli ultimi 20 anni ha fatto disastri

«Altro che euro, la colpa della crisi è di noi italiani che non abbiamo amministrato in modo giusto, con una classe politica che, negli ultimi 20 anni, ha fatto disastri». A sostenerlo Enrico Bracalente, patron e anima di NeroGiardini, il gruppo marchigiano delle calzature da 193 milioni di euro di fatturato e oltre 2 mila addetti lungo tutta la Penisola. In una lunga intervista rilasciata a ItaliaOggi, Bracalente, da self-made man qual è, e da imprenditore di successo, analizza la situazione di crisi dalla quale l’Italia fatica a uscire e fornisce anche la sua ricetta. Semplice, fatta solo di tre ingredienti: «Razionalizzazione, riorganizzazione e recupero dell’efficienza».

Insomma, quello che in qualche modo si propone anche la spending review al vaglio del governo, ma con una portata, che per Bracalente, dovrà essere decisamente diversa. «Sii parla di sei, otto, nove miliardi. Ma qui ci vuole un taglio davvero un taglio shock, di almeno 100-150 miliardi, sui servizi». Da conseguire con «un’asta al ribasso del 50% per le forniture», ma anche rivedendo le cosiddette «pensioni d’oro” e mettendo, finalmente, “le mani al Titolo V della Costituzione».

Ma Bracalente lo sa, la crisi non si supera se non si pensa al lavoro. Come quello che potrebbe generare un settore che «continuiamo a non sfruttare» ovvero il turismo, che potrebbe fare sistema con due comparti importantissimi, ma da valorizzare, «l’agroalimentare e la moda». E qui il numero uno di NeroGiardini riporta il positivo esempio di Oscar Farinetti con Eataly.

Una sfida dura, che si è presa in carico il giovane premier Matteo Renzi, del quale Bracalente riconosce «la buona volontà», da convogliare però, secondo l’imprenditore in riforme che non possono che essere «drastiche». «Renzi deve lottare contro le burocrazie e gli apparati della politica, le caste, i centri di potere. Sarà durissima, dovrà scendere a patti». Un esempio su tutti? Il taglio agli stipendi d’oro dei manager pubblici, da effettuare, secondo Bracalente senza alcuna remore.

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