I privati alla conquista dello spazio

Alcuni dei principali operatori della space economy di oggi e di domani attivi

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Cresce la space economy, ma non è tutto oro quello che luccica

Sono tre gli attori privati principali che si sono letteralmente lanciati alla conquista dello spazio:

Starlink di SpaceX

La società di Elon Musk possiede circa 2.600 satelliti in orbita e funzionanti che servono quasi mezzo milione di abbonati. Nonostante le polemiche che circondano il suo proprietario, va sottolineato che gli Starlink si stanno rivelando molto utili nella comunicazione in situazioni di emergenza, per l’accesso ai servizi internet ad alta velocità in volo e la fornitura di una connettività mobile per altri veicoli che altrimenti richiederebbero di rimanere senza comunicazioni per lunghi tratti.
Musk sta avendo un ruolo sulla scena internazionale anche per l’aiuto fornito all’Ucraina nella guerra contro la Russia. Non solo con i suoi satelliti ha reso più veloci anche le connessioni con le quali il presidente Zelensky invia sui social i suoi messaggi, ma grazie alla mappatura sempre più dettagliata del terreno, e ai satelliti che l’imprenditore americano ha donato a Kiev, l’esercito ha potuto contrastare l’avanzata di Mosca.

Amazon’s (Project) Kuiper

Il progetto targato Jeff Bezos ha pianificato la costruzione di oltre 3 mila satelliti, ma nessuno di questi è stato ancora lanciato in orbita. La proprietà nel 2022 ha stretto accordi con tre fornitori, perché questo succeda entro il 2026. Se poi l’intera costellazione non sarà in orbita entro il 2029, perderà l’autorizzazione FCC, necessaria per i privati che vogliono lanciare oggetti nello spazio.

One Web

Si tratta di una realtà inglese che ha già mandato nello spazio più dei due terzi dei 648 satelliti pianificati. L’obiettivo è quello di puntare sulla connettività aziendale e governativa.

Oltre a questi tre big player privati, va segnalata la società canadese Telesat, che ha annunciato il lancio della sua rete Lightspeed, composta da 188 satelliti, nel 2025. Non poteva poi mancare la Cina. La Commissione statale cinese per la supervisione e l’amministrazione dei beni (Sasac) ha creato ex-novo la China Satellite Network Group Corporation per realizzare una costellazione composta da 13 mila satelliti nella nuova area industriale di Xiong’an, una zona economica speciale creata nella provincia di Hebei nel 2017.

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