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Attualità

L’italiana Prysmian nell’intesa europea Transgreen

Siglata a Parigi una partnership industriale tra 12 società europee con l’obiettivo di costruire una super-rete trans-mediterranea che dovrà portare energia rinnovabile dal Nord Africa in Europa

C’è anche l’italiana Prysmian tra le 12 società europee attive nella generazione e nelle tecnologie per la trasmissione di energia che hanno siglato oggi a Parigi l’intesa ‘Transgreen‘: una partnership industriale che si pone l’obiettivo di studiare la fattibilità e la costruzione della super-rete trans-mediterranea (da qui il nome Transgreen) che dovrà portare energia rinnovabile dal Nord Africa in Europa.

Assieme a Prysmian sono coinvolti nel progetto Abengoa, Alstom, Areva, Atos, Origin, Cdc Infrastructure, Edf, Nexans, Red Elèctrica de España, Rte, Siemens e Veolia. I 12 partner faranno capo a un’entità giuridica comune che avrà per obiettivo lo studio degli aspetti tecnici, industriali ed economici, finanziari, regolatori ed istituzionali di un sistema di trasmissione di energia proveniente principalmente da fonti rinnovabili nel bacino del Mediterraneo.

Inizialmente costituita per un periodo di tre anni, Transgreen si inserisce nel quadro del Piano solare mediterraneo (Psm) ed è aperta ad altre aziende, provenienti soprattutto dai paesi del Sud del Mediterraneo al fine di promuovere la cooperazione nella progettazione dei sistemi elettrici che contribuiranno ad accelerare il passaggio verso l’impiego di energia generata da fonti a basso contenuto di carbone. Le attività saranno condotte in stretto coordinamento con gli altri progetti del Psm, incluso ‘Desertec’, l’iniziativa tedesca con una ventina di partner che mira a creare nel giro di 40 anni una vasta rete di impianti solari ed eolici in Africa del Nord e in Medio Oriente. L’obiettivo è di arrivare a fornire entro il 2050 fino al 15% del consumo di elettricità dell’Europa attingendo a fonti di generazione solare ed eolica installate in Nord Africa e Medio Oriente.

Nell’ambito del Psm è prevista la costruzione, a sud e ad est del bacino del Mediterraneo, di capacità di generazione di energia elettrica rinnovabile, principalmente solare, per 20 GW entro il 2020; di questi circa 5 GW saranno esportati verso l’Europa, rendendo quindi necessaria la creazione di un sistema elettrico trans-Mediterraneo per la trasmissione di energia verso i centri di consumo e la realizzazione di nuove strutture di trasporto ed interconnessione, soprattutto mediante sistemi sottomarini in cavo ad alta ed altissima tensione in corrente continua. Un’operazione di notevole complessità con un elevato ritorno per le società coinvolte in termini d’affari: gli investimenti, infatti, si dovrebbero aggirare tra i 5 e gli 8 miliardi di euro.