Basta argomentazioni superficiali!

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Riusciranno gli orsi a salvarsi da chi ormai senza pietà alcuna ha dichiarato loro guerra? Chissà cosa accadrà in questa pausa estiva? È interessante prendere atto di come sia la popolazione di orsi che il presidente della Regione Trentino-Alto Adige Maurizio Fugatti rivendichino la proprietà dei boschi e del territorio. Il tema è assolutamente delicato e la gravità dell’accaduto non può permettere facili e impulsive soluzioni. La realtà purtroppo mette in evidenza come esistano ancora oggi responsabili che di fronte a situazioni difficili da risolvere, senza esitazione alcuna, assumano decisioni improbabili.

L’uccisione degli animali “pericolosi” sarebbe stata la soluzione immediata e risolutiva ipotizzata da chi voleva con vigore rispondere all’accaduto. Sarebbe oltremodo necessario e utile alla causa comune conoscere e approfondire il pensiero di questi “giudici”…e non solo relativamente al tema in oggetto! Cosa significa esattamente pericoloso? Questo dimostra che chi ha seguito il ripopolamento della specie considerava l’orso un docile e affettuoso abitante delle alpi? Ritenevano impossibile che gli esemplari maschi e femmine una volta nel territorio si accoppiassero dando vita a nuovi cuccioli? Si è preso atto per l’ennesima volta come la mancanza totale di progettualità condivisa, unitamente alla carenza di validi controlli, abbia determinato un caso problematico e assolutamente delicato da gestire. L’obiettivo di chi aveva deciso di approvare il ripopolamento era far percepire la “vena ambientalista”, soprattutto in tempi in cui tutti noi siamo sollecitati quotidianamente sul tema.  Prendere atto di come alcuni con determinazione si siano ribellati all’idea di abbattere gli animali è altresì fatto rilevante.

Solo un decennio fa un accadimento del genere non avrebbe destato l’interesse che oggi ha suscitato. Nessuno è nato ieri e non credo sia più possibile accettare argomentazioni banali, soggettive e superficiali. Saranno immesse in futuro specie non più presenti nei territori? Esigiamo molto di più da chi è demandato ad assumersi importanti responsabilità. Uno studio, la capacità di agire prevedendo gli eventuali rischi correlati al progetto e molto altro, affinché vengano tutelati rispetto e sicurezza generali. Al di là delle consuete esternazioni “buoniste”, ormai in uso da tempo, l’esempio e la volontà nel perseguire un cambio culturale nella sostanza è quanto mai opinabile.

I mezzi per regolare una convivenza di continuità tra noi e questi meravigliosi abitanti montani, senza “offendere” una o l’altra parte, vanno costruiti, contestualizzati e controllati. Tutto questo è possibile, così come fattibile è agire in modo tale che si raggiunga un equilibrio vero, per tutti utile e necessario. Non sono i mezzi tecnici che ci mancano, ma necessitiamo di altro più utile e rilevante. I fatti da poco accaduti, dove un uomo ha avuto il coraggio di uccidere a coltellate la compagna in attesa di suo figlio di sette mesi forse ci fanno inquadrare meglio la situazione. Non succederebbe mai in natura a un animale. Un animale protegge la sua razza, i suoi figli, la continuità. Come ci permettiamo di decidere di abbatterli, proprio noi! Dovremmo, prima di ergerci a giudici assoluti, affrontare un percorso educativo molto difficile. Difficile singolarmente e come società, ma dobbiamo fare presto. Molto presto.

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