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Lavoro

Smart working o no, il lavoro è cambiato (ma non gli uffici)

Sia manager che dipendenti sono favorevoli a un parziale ritorno in ufficio, ma la stragrande maggioranza degli spazi in azienda non sono pronti per le esigenze del lavoro ibrido. Ecco perché

Uffici inadeguati alle nuove modalità di lavoro. Forse è per questo che la maggior parte dei manager e imprenditori italiani preferisce ignorare quella richiesta di maggior flessibilità che sta rivoluzionando il mercato del lavoro. Tuttavia, anche in quelle aziende dove sono state introdotte politiche di smart working gli spazi di lavoro non tengono il passo con il cambiamento in atto. Eppure, riorganizzare gli spazi di un’azienda adeguandoli alle esigenze del lavoro ibrido non favorirebbe solo la collaborazione tra dipendenti, ma aumenterebbe anche quella presenza in tanto richiesta dai responsabili aziendali.

È quanto emerge da una nuova ricerca presentata ad Amsterdam da Cisco e realizzata intervistando 3.500 dipendenti e 1.050 responsabili d’azienda a livello Europeo. In base ai risultati dello studio, sia i manager sia i dipendenti sono favorevoli a un parziale ritorno in ufficio, ma ritengono gli spazi di lavoro inadatti.

Aziende italiane e lavoro ibrido. Sfida superata?

Guardando in particolare all’Italia, il 77% dei dipendenti ritiene che gli uffici siano ancora inadeguati a sostenere il lavoro ibrido, a causa di spazi concepiti per un tipo di lavoro personale e non in team.  A oggi oltre il 50% degli uffici nel nostro Paese è ancora dedicato a spazi di lavoro personali, il che è controproducente per la creazione di ambienti ibridi collaborativi e di una solida cultura di lavoro in team. Inoltre, il 73% dei dipendenti intervistati ritiene che le attuali sale riunioni non favoriscano la produttività in ufficio, il che significa che anche le sale conferenze esistenti non sono funzionali.

I responsabili d’azienda riconoscono tale divario e sono consapevoli che, se non rendono l’ufficio un “magnete”, non saranno in grado di far tornare le persone in ufficio. A tale proposito, lo studio di Cisco ha rivelato che il 65% dei responsabili d’azienda (in linea con il dato europeo) prevede di riprogettare gli spazi di lavoro entro i prossimi 24 mesi, concentrandosi sull’aggiornamento degli ambienti dedicati alle riunioni, sull’impiego di tecnologie e infrastrutture di lavoro ibride, sull’ammodernamento della disposizione degli uffici e dei posti a sedere e sulla realizzazione di elementi sostenibili ed ecocompatibili.

Come far tornare i dipendenti in azienda? Il “caso” Cisco

Nel 2020 Cisco ha iniziato un progetto di trasformazione dell’ufficio di New York per creare uno spazio che coinvolgesse le persone e offrisse loro un’esperienza unica. Tra il 2020 e il 2022 l’edificio Penn 1 della multinazionale è stato completamente ripensato. Tra i principali interventi che hanno caratterizzato il restyling si segnala la rimozione di uffici personali e la riduzione degli spazi di lavoro individuali in favore di spazi che favoriscono la collaborazione.

Con i nuovi uffici, a New York Cisco ha registrato un aumento di 2,5 volte del numero di persone presenti in ufficio ogni trimestre. Non solo è stato trasformato l’intero spazio, ma sono state integrate funzioni intelligenti che lo hanno trasformato in un edificio intelligente, all’insegna della sostenibilità.