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Smetti di cercare, trov@

I motori che aiutano i professionisti fanno “ricerche verticali” perché sono più approfondite e più precise. Per questo raggiungono risultati più pertinenti e fanno perdere meno tempo. Ecco quali sono i siti anti-Google

Nel 2010 verrà riversata in rete una mole di contenuti pari a quanto il genere umano ha prodotto in cinque mila anni. In un solo anno Internet accoglierà un volume di testi, immagini, materiale audio e video uguale a quanto è attualmente conservato nelle biblioteche di tutto il mondo. Spaventoso. Ma anche una grande opportunità. Già, perché questa montagna di bit va organizzata. Oggi ci pensa Google che detiene il 63% del mercato dei motori di ricerca. Poi viene Yahoo con il 17% e Bing che ha conquistato il 9,9% del mercato negli Stati Uniti. Qualcuno usa Aol (3%), altri si appoggiano ad Ask (2%). Accanto ai “giganti” della ricerca esistono molti altri motori che servono per scovare informazioni particolari, che possono sfuggire a Google. Significa che il mercato degli “organizzatori” del sapere in rete è tutt’altro che bloccato e si aprirà sempre di più, visto che gli indirizzi web sono migliaia di miliardi e nessuno riesce a raggiungerli tutti.

Navigare in superficie o fare immersioni«Il mercato della navigazione si sta sviluppando lungo diverse strade», conferma Andrea Santagata, ideatore dell’aggregatore Liquida ed ex direttore marketing di Virgilio, uno dei primi portali italiani negli anni ‘90. Gli utenti infatti si affidano a motori generalisti per le ricerche cosiddette “orizzontali”, quelle che trovano le parole indicate dall’utente all’interno delle pagine web. «Tuttavia», spiega Santagata, «questo tipo di ricerca scandaglia la superficie della rete e non consente di capire, al di là dell’etichettature della pagina web, cosa ci sia al suo interno. La ricerca verticale invece permette di trovare le informazioni solo all’interno di una nicchia prescelta». È il caso di Legal Crawler, un motore di ricerca che spopola tra i professionisti del diritto Oltreoceano. Il suo modello di business non è nuovo, però funziona. In sostanza dà la possibilità di effettuare ricerche “aperte” scandagliando leggi dei vari Stati, sentenze e ordinanze, e ricerche “chiuse”, a pagamento. «Questo tipo di ricerca», dice l’ideatore di Liquida, «è un passo in avanti rispetto alla ricerca generalista perché usa la semantica, la scienza del linguaggio. Gli algoritmi di ricerca si fanno più sofisticati ed è possibile individuare non solo quelle pagine dove compaiono i caratteri in sequenza di una determinata parola, ma quelle in cui a quella parola corrisponde un determinato significato. Un tipo di ricerca analogo lo facciamo anche noi a Liquida».Tra i motori di ricerca verticali, detti anche metacrawler o deep searcher, molti lavorano nel settore dell’informazione professionale si concentrano nelle ricerca di materiale giornalistico. Tra questi stanno riscuotendo un certo successo Rocketnews.com che ha un focus sui titoli dei giornali e gli articoli recenti, e About.com, un motore di proprietà del New York Times che cerca informazioni di prima mano in quattro materie specifiche: riparazioni domestiche, bambini, meteo e orari dei treni. Molto usato è anche Suite101.com che considera solo notizie di giornalisti freelance o scrittori liberi professionisti. Molti motori di ricerca invece cercano di moltiplicare le potenzialità di quelli già esistenti, evitando che si creino angoli bui dove neanche Google è in grado di arrivare. Potentissimo è Vivisimo.com che va a caccia delle parole chiave utilizzando i principali motori di ricerca esistenti, riuscendo così a scandagliare la totalità (almeno questo è l’obiettivo) del web più velocemente. Meno referenziato ma altrettanto noto è DogPile.com che applica lo stesso meccanismo, ma utilizzando solo quattro motori tra i più diffusi. Buone le referenze anche per Hotbot.com della famiglia Lycos che, oltre a offrire risultati validi soprattutto in lingua inglese, sembra quello meglio attrezzato per la ricerca delle immagini e dei suoni. Ancora in piena attività è Northernlight.com, famosissimo prima dell’avvento di Google. Northernlight suddivide i risultati della ricerca per argomenti ed è molto utilizzato soprattutto in ambito sportivo e musicale. Dal 1997 ha conservato una veste grafica sobria che frena la sua popolarità tra gli utenti. Tra i meta motori c’è poi il chiacchieratissimo Cuil.com che è stato fondato da un gruppo di “ammutinati” di Google. «Lo stesso Bing», spiega il responsabile marketing del servizio on line di Microsoft Italia Luca Colombo, «che è un motore generalista, prevede quattro canali di ricerca verticali: viaggi, shopping, salute e business news. La “deep search” oggi avviene solo per i siti di Usa e Gran Bretagna. Attendiamo di vedere quali risultati Bing otterrà in quei mercati per svilupparlo in Italia allo stesso modo».

Il motore di ricerca che ti capisceNella meta ricerca si è distinto anche Twine.com, sviluppato nel 2008 dalla californiana Radar Networks, che affida agli utenti il compito raccogliere, gestire e condividere i siti web pertinenti alle proprie aree di interesse. Alla base del suo funzionamento ci sono i siti preferiti salvati dall’utente salvati nel browser. Il motore parte da questa lista per individuare parole chiave, in base alle quali ordinare i risultati in linea con le preferenze del navigatore. Wolframalpha.com, sviluppato a maggio scorso dal britannico Stephen Wolfram, è invece un motore computazionale, cioè che pensa da solo. All’interrogazione dell’utente non risponde con una lista di link ad altri siti ma interpreta le parole chiave e propone direttamente una risposta. Le domande devono essere quanto più precise per ottenere risposte coerenti, ed è per questo che per ora è utilizzato prevalentemente sulle conoscenze tecniche (come matematica, fisica, chimica, biologia).Degno di nota anche Searchme.com, un motore di ricerca, per così dire, comodo: restituisce i risultati della ricerca non più sottoforma di elenco di link, ma con immagini visuali delle pagine html, come un una serie di “screenshot”. Attualmente però il servizio è stato sospeso perché sono in corso le trattative di vendita del prodotto e dei diritti di copyright. Tra i generalisti c’è infine Kosmix.com detto anche l’anti-google, un motore realizzato da due ricercatori indiani che hanno messo a punto un sistema per indicizzare le pagine non in base alle keywords ma per argomenti. Tra i motori verticali più usati c’è IsoHunt.com, un searcher che ha il compito di categorizzare e selezionare tra tutti i materiali video presenti in rete quelli più cliccati e scaricati. Buona idea. Se non fosse che a dicembre IsoHunt è stato dichiarato colpevole di incitazione alla violazione di copyright.Specializzato nell’e-commerce è A9.com che aiuta i navigatori a trovare prodotti o servizi nei siti di tutto il mondo mentre Adsonar.com, (una volta chiamato Quigo del gruppo Aol), è specializzato nella caccia agli spazi pubblicitari sui giornali con relativi costi e disponibilità.

La fede del webTra i motori più bizzarri compaiono Cathoogle.com, rivolto ai navigatori cattolici, che sfruttando un filtro di Google, elimina in modo automatico contenuti sessualmente espliciti. Sull’altra sponda c’è ImHalal.com, un searcher che scandaglia in rete solo contenuti legati al mondo musulmano. Come per Cathoogle anche ImHalal disincentiva la ricerca di temi tabù, e addirittura invita l’utente a non proseguire la ricerca impostando per alcune url addirittura il livello di pericolosità. Tant’è che, digitando termini dome “sex”, il motore risponde con un “Opps. La tua richiesta ha un livello haram di due su tre. I risultati possono essere proibiti. Se pensi di voler proseguire clicca qui”. Mentre cercando “Versetti satanici” il motore avvisa che la ricerca non è conforme alla fede islamica.