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Smartphone e Social Network, Italia leader mondiale

Secondo l’Ofcom siamo la “nazione dei cellulari” ma rimaniamo al palo per la banda larga domestica. Tariffe telefoniche tra le più basse d’Europa

L’Italia è il primo paese per l’utilizzo dei social network, leader mondiale per diffusione di smartphone e utilizzo di mp3 e iPod. Questo è quanto emerge dall’International communications market report 2010 dell’Ofcom. L’Autorità delle telecomunicazioni inglesi dipinge un quadro più che positivo della situazione italiana nel settore delle comunicazioni elettroniche. La “nazione dei cellulari”, quella nella quale ogni 100 abitanti ci sono oltre 150 sim è leader mondiale nella telefonia mobile. Capillare la diffusione degli smartphone, con il 26% della popolazione (record mondiale) che ne ha in tasca uno. Record anche per i lettori audio, iPod in testa: ne posseggono uno 64 italiani su cento, contro il 52% del Regno Unito.Un dato molto interessante arriva anche dalle tariffe: secondo l’Ofcom l’Italia gode di prezzi tra i più bassi in Europa, la prova è il calo delle stesse, diminuite tra il luglio del 2009 e lo stesso mese di quest’anno, del 24%. Stesso discorso per la banda larga mobile: i prezzi per collegarsi con cellulari e chiavette sono, a detta dell’Authority d’oltremanica, i più bassi per un mercato considerato maturo ma non per questo senza nuove potenzialità da sfruttare. Ed è da primato anche la quota di abitazioni servite solo dalla telefonia mobile, pari al 29%, anche qui la più alta tra i principali paesi sviluppati.Di contro il nostro paese rimane al palo sul broadband da linea fissa: l’internet veloce arriva solo nel 49% delle case, contro il 71% degli Stati Uniti, il 70% del Regno Unito e il 69% della Francia. L’Ofcom attribuisce questa disparità all’alto tasso di famiglie che per i servizi di telecomunicazioni si affida solo a cellulari.L’Italia è prima anche per quanto riguarda l’utilizzo dei social network, Facebook su tutti: una realtà per il 66% degli internauti. L’Italia vince, anche se di poco, persino sugli Stati Uniti sia per il tempo che gli utenti trascorrono ogni mese nei non-luoghi sociali della rete (oltre 7 ore), sia per la quota di navigatori sul totale (gli Usa sono fermi al 64%).