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Pubblicità, la crescita non si ferma più

Nei primi dieci mesi dell’anno gli investimenti sono aumentati del 3,8%, per un fatturato complessivo che ha sfiorato i 7 miliardi

Il mercato pubblicitario sembra ormai aver completamente archiviato la crisi. Gli investimenti pubblicitari continuano a crescere. Secondo Nielsen Media Research, la variazione registrata nei primi 10 mesi dell’anno è pari al +3,8%, rispetto allo stesso periodo del 2009. Nel solo mese di ottobre la crescita è stata di poco inferiore dell’1% rispetto allo stesso mese del 2009.

I mezziLa televisione, considerando sia i canali generalisti che quelli satellitari, chiude i primi dieci mesi dell’anno con una crescita del 6,3%. Il piccolo schermo, con 3,8 miliardi di euro, raccoglie da sola il 54% del totale degli investimenti. Rispetto al 2009 la crescita è veramente considerevole: +17,7%. Molto bene anche radio (+10,2%) e direct mail (+7,0%) , che si confermano tra i media più dinamici. Buono l’andamento di cinema (+7,3%) e affissione (+3,1%). Male, invece, la stampa, soprattutto quella periodica che registra un calo del 6,7%, anche se negli ultimi due mesi è stato rilevato un leggero miglioramento. Molto negativa la performance per la free press (-18,8%). Per i quotidiani a pagamento cresce la pubblicità commerciale nazionale (+1,0%) ma si confermano in calo quella locale e le altre tipologie minori, pertanto la variazione rispetto al 2009 è negativa (-1,5%).

Le aziendeQuasi tutti i settori principali del mercato pubblicitario hanno aumentato gli investimenti pubblicitari. In particolare sono le aziende del largo consumo che aumentano maggiormente, mentre tra quelle dei servizi crescita a due cifre per il settore distribuzione (+14,0%) e più contenuta per i player del mondo delle telecomunicazioni (+2,8%) e di finanza/assicurazioni (+2,7%). Fino a questo momento dell’anno sono le aziende del settore elettrodomestici ad avere aumentato maggiormente le attività di comunicazione sui mezzi rilevati da Nielsen (+33,1%) mentre la contrazione più rilevante si è registrata tra le aziende del turismo (-11,8%).