Porsche Consulting: dalle imprese italiane 5 miliardi di investimenti in tecnologia

Secondo i dati della società di consulenza evidenzia, in Europa siamo secondi solo alla Germania per investimenti. Restano, però, difficoltà di efficienza produttiva

Porsche Consulting: in Italia 5 miliardi di investimenti in tecnologiaL'ingresso del Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, citato come esempio di efficienza produttiva da Porsche Consulting

Le imprese italiane hanno investito 5 miliardi di euro in tecnologia nel 2023 e sono seconde solo alla Germania in Europa. A fronte di questi investimenti, tuttavia, il nostro Paese è solo al 25° posto a livello europeo per efficienza produttiva. I dati sono stati diffusi ieri da Porsche Consulting in occasione della prima Smart factory immersive experience tenutasi a Valsamoggia (Bo) con la partecipazione di 120 partecipanti tra imprenditori e manager italiani.

“C’è bisogno di un cambio di paradigma nell’approccio agli investimenti”, ha sottolineato Giovanni Notarnicola, Partner Porsche Consulting. “Solo partendo dalla strategia e da una profonda variazione organizzativa si può fare leva sulle migliori tecnologie che non sono il punto di partenza ma il pezzo di un puzzle complesso dove ogni parte ha la medesima importanza”.

La giornata, come riportato dal Sole 24 Ore, è stata incentrata sul ruolo che l’intelligenza artificiale giocherà nella fabbrica intelligente. Tra i casi di successo evidenziati lo stabilimento Philip Morris Manufacturing & Technology di Crespellano, a Bologna, la più grande fabbrica italiana costruita ex-novo di questo millennio, con 110 mila metri quadrati e quasi 2 miliardi di euro di investimenti.

“Abbiamo fallito quando abbiamo provato a progettare la nostra smart factory montando robot e chiamando a capo l’IT”, ha raccontato Alessio Preti, direttore Industrial strategy PMI nell’ambito del caso Philip Morris Italia. “Nel 2020 abbia cambiato paradigma, siamo partiti chiedendoci perché ci serviva una fabbrica intelligente e il perché era che con una media di 900 prodotti nuovi ogni anno dovevamo essere più veloci e flessibili”. Grazie all’utilizzo di 7 mila sensori montati sugli impianti, l’utilizzo di machine learning, computer vision e algoritmi di autoapprendimento, Philip Morris Italia ha ridotto del 24% i costi energetici, tagliato del 95% i reclami sui prodotti, aumentato del 50% la produttività e quasi azzerato i magazzini ricambi grazie alla manutenzione predittiva.

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