La bioeconomia italiana vale 437,5 miliardi di euro

Il settore, in continua crescita, vanta 808 start up innovative censite nel 2023: per la maggior parte, sono impegnate nell’ambito della R&S (45%) e dell’agri-food (25%)

La bioeconomia italiana vale 437,5 miliardi di euro© Shuttertstock

L’insieme delle attività legate alla bioeconomia in Italia ha generato nel 2023 un valore della produzione pari a 437,5 miliardi di euro, 9,3 miliardi in più rispetto al 2022, occupando circa 2 milioni di persone. È quanto emerge dai risultati del decimo rapporto La bioeconomia in Europa, realizzato dal Research department di Intesa Sanpaolo in collaborazione con il cluster Spring e Assobiotec Federchimica, a cui quest’anno ha contribuito anche Cosmetica Italia, sempre nell’alveo di Federchimica.

Dal documento, presentato oggi a Ravenna, emerge la continua crescita del settore della bioeconomia, che vanta ben 808 start up innovative censite nel corso dell’anno scorso. Per la maggior parte, come si evidenzia in un articolo del Sole 24 Ore, sono impegnate nell’ambito della R&S (45%) e dell’agri-food (25%).

Il comparto comprende l’agricoltura, la silvicoltura e la pesca, l’industria del legno, della carta, della chimica, della gomma-plastica, l’alimentare, l’abbigliamento, i mobili e la farmaceutica ma anche la bioenergia, i biocarburanti, il ciclo idrico e i rifiuti.

“I dati mostrano un forte interesse nei confronti dell’ampio e diversificato insieme di attività che utilizzano risorse biologiche rinnovabili”, ha commentato Stefania Trenti, Head Industry & Local Economies Research di Intesa Sanpaolo. “Secondo la Fao sono 21 i Paesi dotati di una strategia ad hoc per lo sviluppo sostenibile delle filiere bio-based, l’Italia è fra questi. Insieme rappresentano il 65% del Pil mondiale. Le politiche pubbliche sono fondamentali per sostenere e valorizzare gli investimenti delle imprese, sempre più orientati alla transizione verso modelli di produzione e consumo più attenti all’ambiente”.

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