Il prezzo del burro cresce più dell’oro

Il prezzo del burro cresce più dell'oroGenerata con AI da Shutterstock

Negli ultimi anni il burro si è affermato come la regina indiscussa delle commodity, superando in rivalutazione altre materie prime tradizionali come l’oro, il petrolio e minerali preziosi come il rodio o il palladio. Mentre l’oro ha visto un aumento del suo prezzo di oltre il 60% negli ultimi cinque anni, il burro ha registrato un aumento ancora maggiore, oltre il 70%, distinguendosi come uno degli investimenti più redditizi nel mercato delle materie prime.

Secondo i dati recenti di Global Dairy Trade, la più grande piattaforma di commercio di prodotti lattiero-caseari gestita dalla cooperativa neozelandese Fonterra, il burro ha raggiunto prezzi storici di oltre 6.500 dollari a tonnellata, 3 mila dollari in più rispetto a cinque anni fa. Questa tendenza si riflette anche nei rapporti dell’Osservatorio Dairy dell’Unione Europea, che questa settimana ha fissato il prezzo di riferimento per una tonnellata di burro a 6.333 euro, il 15% in più rispetto all’inizio dell’anno e il 35% in più rispetto a dodici anni fa. mesi.

Fonte: Global Dairy Trade

Fattori di rivalutazione del prezzo del burro

La rivalutazione del burro è dovuta a diversi fattori chiave. Uno dei più importanti è il calo della produzione lattiero-casearia globale, influenzato dall’aumento dei costi, in gran parte dovuto alla guerra in Ucraina, e da eventi meteorologici estremi. Questi fattori hanno esercitato una pressione al rialzo sui prezzi del latte alla fonte e dei suoi derivati, come burro, formaggio e latte in polvere. Un altro fattore determinante è stato l’aumento della domanda globale. L’olio di palma, in passato una scelta popolare, è caduto in disgrazia ed è stato in gran parte sostituito dal burro. Inoltre, all’aumento della domanda hanno contribuito i cambiamenti nelle abitudini alimentari delle regioni anglosassoni, che sono tornate a preferire il burro dopo decenni in cui lo evitavano.

Anche la pubblicazione di studi recenti ha svolto un ruolo cruciale. Questi studi suggeriscono che il burro, lungi dall’essere dannoso per il colesterolo e le malattie cardiovascolari, è un prodotto di alta qualità che potrebbe anche aiutare a prevenire il diabete di tipo 2. Questa nuova percezione ne ha aumentato il consumo e, di conseguenza, il prezzo.

Conclusione

Il burro è diventato una risorsa preziosa sui mercati internazionali, riflettendo i cambiamenti nella produzione e nella domanda globali, nonché nella percezione dei consumatori. Tuttavia, la sfida resta quella di bilanciare questi benefici con le realtà del mercato all’origine, dove i produttori continuano ad affrontare difficoltà economiche nonostante l’aumento dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari. L’evoluzione di questo mercato sarà cruciale per comprendere le dinamiche future del settore lattiero-caseario.

© Riproduzione riservata