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Business

Il design intelligente

Stefano Socci, managing director di Faber

Fin da quando, cinquant’anni fa, Faber ha cominciato a produrre cappe per cucina, la sua missione è sempre stata rendere il più confortevole possibile quello che secondo un’indagine Doxa del 2008 è l’ambiente casalingo dove si passa la maggior parte del tempo. Espandendo questo concetto, si allarga di conseguenza anche la gamma delle funzioni alle quali può assolvere una cappa. Non stupisce dunque se dall’eliminare i cattivi odori che emanano i fornelli si è passati prima allo studio dell’illuminazione, e poi all’intrattenimento e alla multimedialità, con tanto di connessione a Internet. Eccentricità? Fantascienza? Non proprio: le linee Drop e Imago Plus, rispettivamente una cappa a forma di goccia e una cappa dotata di porta Usb, connessione alla rete e display per la visualizzazione di news e ricette, sono state concepite intercettando i bisogni espressi dal mercato, e sono valse a Faber l’Adex Award 2009, il riconoscimento conferito ai migliori prodotti di design per interni dalla rivista americana Design Journal. Un successo, quello della società marchigiana oggi parte del gruppo svizzero Franke, fondato su una precisa filosofia costruttiva: la forma del prodotto va plasmata sulle sue caratteristiche funzionali. Alla ricerca Faber dedica ogni anno circa il 4% del fatturato domestico, che nel 2008 si è attestato sui 140 milioni di euro, mentre a livello globale ha raggiunto i 230 milioni. «Nel corso degli anni l’approccio di Faber all’innovazione non è cambiato, si è piuttosto strutturato attraverso la creazione di competenze ben definite», spiega Stefano Socci, managing director di Faber.«Siamo passati dalle intuizioni di uno, o di pochi, a un comparto dove lavora una quarantina di persone, il cui obiettivo è garantire sempre un giusto compromesso tra la qualità e il prezzo. Processiamo concetti e progetti maturati nel nostro centro di ricerca e sviluppo, grazie anche agli stimoli e alle idee che arrivano dai clienti e dagli intermediari», precisa Socci. «Cosa ci chiedono i consumatori? Elettrodomestici che ottimizzino sempre di più efficienza e risparmio energetico, cappe capaci di lavorare silenziosamente, comunicando contenuti tecnologici, cura e qualità costruttiva attraverso un design intelligente».Se in Italia Faber gode di un posizionamento alto, con un pubblico consapevole del marchio e del suo valore (una cappa su due nel Belpaese è prodotta nei suoi stabilimenti), sui mercati esteri l’azienda di Fabriano è riuscita a bilanciare le attività anche con gli altri brand che le fanno capo, raggiungendo la leadership in India, Spagna e in Argentina e reintroducendo i propri prodotti sul mercato russo.

FABER IN NUMERI

230 milioni di euro Fatturato globale

140 milioni di euro Fatturato Faber Italia

2,9 milioni cappe prodotte ogni anno

1.650 dipendenti a livello globale

580 dipendenti in Italia

Credits Images:

Stefano Socci, managing director di Faber