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Il design in Italia vale 3,1 miliardi di euro: Milano si conferma capitale

Il settore occupa oltre 41.000 persone nel nostro Paese. Dietro a Milano, casa del Salone del Mobile, seguono Roma e Torino per valore e numero d’imprese

design italia Credits: Shuttershock

Tra i settori più importanti nel mercato italiano, la design economy occupa ancora uno spazio molto importante. Lo rileva uno studio condotto da Fondazione Symbola, Deloitte Private, POLI.design, ADI in collaborazione con Comieco, AlmaLaurea, CUID, con il patrocinio del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del ministero delle Imprese e del Made in Italy e presentato nella giornata di lunedì 8 aprile 2024.

L’obiettivo dello studio è stato quello di accrescere la consapevolezza del valore del design per la competitività del sistema produttivo nazionale, certificata dai numeri. Il settore conta oggi 41.908 mila operatori, articolati tra 24.596 liberi professionisti e lavoratori autonomi e 17.312 imprese, per un valore pari a 3,14 miliardi di euro con 63.485 mila occupati. Numeri che posizionano l’Italia tra i migliori Paesi europei, sopra a Francia, Spagna e Polonia e con una crecita del +27,1% (il doppio della media comunitaria del 14,4%) tra il 2021 e il 2022.

Guardando alla mappatura sul territorio nazionale, le aree di specializzazione del Made in Italy sono concentrate nelle regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, dove si localizza il 60% delle imprese. La capitale del design italiano resta Milano, città che ospita il Salone del Mobile e Fuorisalone (la più grande manifestazione al mondo dedicata al design) e con il 18% del valore aggiunto concentrato del settore. La Lombardia in generale raccoglie il 29,4% delle imprese, il 32,7% del valore e il 27,7% dell’occupazione. Al secondo posto tra le provincie, rivela lo studio, c’è Roma (6,6% di imprese, 5,4% di prodotto e 5,9% di occupazione), seguita da Torino, Firenze e Bologna.

Dalla ricerca è emerso che il 74,8% delle imprese utilizza criteri di sostenibilità nella progettazione e che a trainare è soprattutto la domanda di ecodesign nell’automotive, arredamento, agroalimentare, packaging e abbigliamento. La riconferma che il tema della sostenibilità ambientale è in crescita e sempre più rilevante per il settore (il livello di competenza diffuso evidenzia valori medio-alti per la quasi totalità degli operatori intervistati con un valore pari a 88%).

“La leadership italiana nel design conferma il suo ruolo importante come infrastruttura immateriale del Made in Italy e protagonista nella sfida della sostenibilità – ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola – Nel pieno di una transizione verde e digitale il design è chiamato nuovamente a dare forma, senso e bellezza al futuro. Molti aspetti della nostra vita, così come molti settori, mutano: dalla metamorfosi della mobilità verso modelli condivisi, interconnessi ed elettrici, ai processi di decarbonizzazione e dell’economia circolare che stanno cambiando l’industria e le relazioni di filiera. I prodotti, in un contesto di risorse scarse, dovranno necessariamente essere riprogettati per diventare più durevoli, riparabili, riutilizzabili. Il rapporto tra design e sostenibilità è alla base del nuovo Bauhaus europeo lanciato dalla presidente Von der Leyen per contribuire alla realizzazione del Green Deal europeo e anche per questo l’Italia ne è una naturale protagonista. Perché, come scritto nel Manifesto di Assisi, affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro”.

Per Ernesto Lanzillo, Partner e Leader di Deloitte Private in Italia, “L’Italia rappresenta il cuore pulsante del design europeo vantando primati tra i 27 paesi UE in termini di addetti e fatturato del comparto. A distinguere il nostro Paese, oltre al primato dimensionale, c’è anche il livello di innovazione del Design Made in Italy, che è ormai ritenuto un elemento fondamentale per la competitività. Per mantenere il vantaggio competitivo detenuto finora, le imprese e i progettisti del Design Made in Italy dovranno anche investire nell’Intelligenza Artificiale, una tecnologia dal potenziale straordinario che viene già sperimentata dalle aziende più all’avanguardia del settore e per la quale le competenze dei designer diventeranno sempre più importanti per mantenere un approccio human-centered”.