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“I nostri comportamenti tracciati sul web. L’Italia non interviene”

Scade la direttiva europea riguardante la pubblicità online e i cookies. L’Ue vuole porre rimedio alla pubblicità ‘mirata’ degli operatori Internet salvaguardando la privacy, ma molti Paesi sono in ritardo e si rischia una raffica di sanzioni

Entro oggi, in teoria, tutti gli stati membri dell’Unione europea avrebbero dovuto recepire con normative nazionali interne la Direttiva 2009/136/CE, che contiene importanti novità per quanto riguarda la pubblicità online e i cookies. In sostanza, la nuova direttiva imporrebbe il consenso preventivo, seppure con semplificazioni, per poter installare cookies pubblicitari sul pc degli utenti. Al momento, tuttavia, diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, non sono ancora intervenuti con una legge che possa recepire quella normativa. “Molti operatori internet ci tracciano e seguono i nostri comportamenti di navigazione, per poi proporci annunci pubblicitari personalizzati”, spiega all’Adnkronos Luca Bolognini, presidente dell’Istituto Italiano per la Privacy. “Per disciplinare questo fenomeno e tutelare i cittadini – spiega – serviva la riforma della normativa privacy nelle comunicazioni elettroniche. Invece, la delusione è duplice: da un lato, l’Ue ha preferito lo strumento della Direttiva, che lascia spazio a normative nazionali con sfumature diverse, invece del Regolamento, che sarebbe stato direttamente applicabile in tutti gli Stati uniformando le discipline almeno a livello comunitario. Il secondo motivo di rammarico – aggiunge Bolognini – è dovuto al ritardo di tanti Paesi Ue, tra i quali l’Italia, nel recepimento di quella normativa: oggi scade il termine ufficiale, e non si è vista alcuna legge in merito se non in Danimarca ed Estonia. Si rischia una raffica di procedure di infrazione, come ribadito ieri dalla Commissaria Europea Neelie Kroes”.