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Unicredit verso una nomina interna, giovedì il Cda

Tra le ipotesi di piazza Cordusio cresce quella del deputy ceo, Roberto Nicastro. Resta indietro Andrea Orcel, anche per questioni economiche

A meno di due giorni dal Cda di giovedì a Varsavia, in Unicredit prende sempre più spazio un’ipotesi interna per il dopo Profumo. In queste ore i soci di piazza Cordusio proseguono i colloqui per raggiungere una soluzione condivisa che possa rispondere ai rilievi di Bankitalia che ha sollecitato Unicredit a “individuare tempestivamente una governance aziendale che consenta di ricondurre le attribuzioni dei vari organi ad un assetto stabile e coerente con il pieno rispetto delle disposizioni regolamentari”.Tra gli azionisti, c’è però chi chiede un cambiamento nella governance; ieri pomeriggio il presidente di Cassamarca, Dino De Poli (azionista Unicredit con lo 0,8%) ha sottolineato l’esigenza di nominare un “direttore generale, prima di nominare un nuovo amministratore delegato”. Per questo ruolo, ma anche per la stessa poltrona di ad, in pole position c’è sempre il deputy ceo, Roberto Nicastro. Il manager italiano conosce bene il gruppo ed è apprezzato dal mercato (cosa ad non sottovalutare in questo periodo grigio per Unicredit). Per una soluzione interna si candida anche Federico Ghizzoni, da trent’anni nel gruppo con incarichi in Italia e all’estero e già vice direttore generale.Ma all’interno della banca italo-tedesca c’è anche chi spinge per un segnale di rottura con il passato. Nel caso in cui si decidesse per una nomina esterna in evidenza rimane la candidatura di Andrea Orcel, banchiere di Bofa-Merrill Lynch vicino al presidente di Cariverona, Paolo Biasi che ha incontrato la scorsa settimana insieme al vice presidente della banca, Fabrizio Palenzona. Orcel, però, non è ben visto da tutti gli azionisti: in molti considerano il banchiere inesperto per la gestione di una banca commerciale e , soprattutto, sorgono perplessità sullo stipendio (Orcel solo nel 2008 ha percepito da Bofa-Merrill Lynch un bonus da 33,6 milioni di dollari). Su questo fronte Bankitalia è molto attenta e, infatti, ha già posto sotto la propria lente sulla maxi-buonuscita da 40 milioni di euro concordata a Profumo. Insieme a Orcel restano i soliti nomi: da Giampiero Auletta Armenise (Rothschild), a Fabio Gallia (Bnl-Bnp Paribas), fino Mario Greco (Zurich Life, già amministratore delegato di Ras) e all’attuale direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli. Al di là dei nomi qualsiasi scelta dovrà passare attraverso un comitato nomine, che al momento non è convocato, ma che potrebbe esserlo anche lo stesso giorno del cda.

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Roberto Nicastro