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Ue, via il segreto bancario nella lotta all’evasione

Accordo unanime dell’Ecofin sulla bozza delle direttiva che mira a un maggiore scambio di informazioni tra paesi europei il divieto d’ora in poi di usare il segreto bancario come ‘scusa’ per non fornire i dati richiesti. Tremonti: “L’Italia ha rimosso il veto”

Niente più segreti tra paesi membri nella lotta all’evasione e alla frode fiscale. I ministri delle finanze dei 27 paesi Ue hanno trovato un accordo “all’unanimità” su una bozza di direttiva che mira a un maggiore scambio di informazioni tra paesi europei e il divieto d’ora in poi di usare il segreto bancario come ‘scusa’ per non fornire i dati richiesti. “Si tratta di un passo in avanti fondamentale nella lotta contro l’evasione e la frode fiscale” che permetterà agli stati membri di “raccogliere quanto è loro dovuto», ha commentato il commissario Ue alla fiscalità Algirdas Semeta. “D’ora in poi gli stati membri non potranno più sfruttare il segreto bancario per rifiutarsi di fornire informazioni, e ci saranno anche precisi limiti temporali per rispondere alle richieste di informazioni degli stati membri”.

L’obiettivo è lo scambio automatico di informazioniOra la nuova direttiva dovrà essere formalmente adottata in una successiva riunione dell’Ecofin e dovrà poi ottenere l’ok del Parlamento europeo. In particolare, le nuove norme Ue prevedono di estendere la cooperazione tra stati membri per la riscossione delle imposte di ogni tipo, fissare limiti temporali per ricevere le informazioni richieste, permettere ai funzionari di uno stato membro di partecipare a ricerche amministrative in un altro paese, fornire un feed back sullo scambio delle informazioni e che questo avvenga secondo standard tecnici precisi. L’obiettivo è infatti quello di andare verso uno “scambio automatico” di informazioni: entro il 2015 questo dovrà avvenire per cinque categorie su otto di informazioni relative ai redditi, purché queste siano disponibili e che ci sia reciprocità in merito al quantitativo di dati ricevuti rispetto a quelli inviati.

L’Ue e i rapporti con le banche svizzereI redditi presi in considerazione sono quelli provenienti da impiego, dividendi, bonus, capital gain, royalty,alcuni prodotti assicurativi sulla vita, pensioni e proprietà immobiliare. L’ambizione dell’Ue, però, ha affermato il presidente di turno dell’Ecofin, il belga Didier Reynders, è quella di “avanzare anche nel quadro di un accordo con alcuni paesi terzi”, come per esempio la Svizzera.

Segreto bancario, Tremonti: “Trattati bilaterali con Paesi extra-Ue saranno stoppati”Soddisfazione da parte del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti che ha spiegato come l’Italia abbia rimosso il veto “perché crediamo che con questa intesa i tentativi di fare trattati bilaterali con Paesi extra-Ue saranno stoppati”. Nel precedente Ecofin Tremonti aveva denunciato il fatto che molti Paesi della Ue continuano a stipulare accordi bilaterali con la Svizzera o con altri Paesi fuori della Ue, “in palese violazione” delle norme della direttiva europea in materia di tassazione dei redditi da risparmio.

Credits Images:

Didier Reynders e Giulio Tremonti