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Privatizzazioni, il piano Padoan per Enel e Eni

Da ottobre sul mercato il 5% delle due aziende: il collocamento avverrà in due tranche per un totale di entrate di 5 miliardi

Cinque miliardi per il 5% di Enel ed Eni. E’ questo l’obiettivo del governo che da ottobre e in due tranche collocherà sul mercato una quota pesante dei due gioielli di Stato.

Si coprirà così almeno la metà dei 10 miliardi previsti nel Def. L’obiettivo sarà quasi raggiunto con il rimborso anticipato dei “Monti bond” da parte del Monte dei Paschi di Siena.

Il governo al momento detiene il 30% delle due aziende, una quota che ne permette il controllo diretto. Per l’azienda elettrica da 31 miliardi di euro, il ministero dell’Economia possiede per la precisione del 31,2% che diventerebbe il 26%:

Del gruppo energetico che vale 66 miliardi, invece, il dicastero ha il 4,34% delle azioni sotto il controllo diretto che finiranno sul mercato, mentre il 25,76% resterà in mano alla Cassa depositi e prestiti.

Il piano del ministro Pier Carlo Padoan, prevedeva in origine il sacrificio di Poste Italiane, di cui il Tesoro intende cedere il 40%: vista la situazione dell’azienda in mano all’a.d. Francesco Caio, però, il piano è stato rinviato al 2015. Tempi anche più lunghi per l’Enav.

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