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Fed, rialzo dei tassi congelato: nel 2015 cresceranno meno del previsto

L’autorità Usa rimanda il provvedimento e promette «pazienza» per il 2015. E monitora i prezzi

Rialzo dei tassi d’interesse da parte della Fed. E non sarà un caso isolato: l’autorità Usa promette di essere «paziente» nel 2015 e dunque ci si attende la prossima mossa tra «un considerevole periodo di tempo.

Gi analisti interpretano questa affermazione come non prima della metà del prossimo anno, per un approdo massimo tra dodici mesi all’1-1,125%. Comunque al di sotto dell’1,25-1,5% previsto solo pochi mesi fa come target per l’anno venturo.

«Nulla è predefinito. Ma l’approccio paziente indica che non dovrebbero esserci una normalizzazione nelle prossime due riunione», ha afferma il presidente della Fed, Janet Yellen, sottolineando che «quasi tutti i componenti della Fed si attendono un aumento dei tassi nel 2015».

PETROLIO DECISIVO. Tutto è legato al prezzo del petrolio: il calo è un auto per i consumatori ma rende difficoltoso raggiungere l’obiettivo dell’inflazione al 2%.

«Riteniamo di poter essere pazienti nell’iniziare a normalizzare la politica monetaria. E questo è in linea con le precedenti dichiarazioni», precisa però Yellen. «Continuiamo a monitorare da vicino gli sviluppi dei prezzi».

CAPITOLO RUSSIA. L’attualità impone anche una riflessione sulla crisi russa: «Abbiamo discusso quali sono le potenziali ricadute per gli Stati Uniti, che potrebbero verificarsi sia attraverso legami i commerciali che finanziari, che tuttavia sono relativamente piccoli», ha chiosato il n.1 della Fed, «l’esposizione delle banche Usa verso i residenti russi è davvero molto piccola rispetto al loro capitale. Per quanto riguarda invece i portafogli degli americani è vero che ci sono titoli e partecipazioni russe, ma anche in questo caso rappresentano una quota molto piccola».

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