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Finanza

Dan John verso l’ingresso di un fondo di private equity

Un gruppo finanziario italiano sarebbe pronto a entrare al 30% nella compagine azionaria della catena di abbigliamento maschile, che nel 2024 punta a crescere all’estero

architecture-alternativo Lo store Dan John sulla Gran Via a MadridCredits: © GettyImages

L’entrata di un fondo di private equity in Dan John, la catena di abbigliamento da uomo con 180 negozi nel mondo, sarebbe sempre più vicina. Si parla con insistenza di un gruppo finanziario italiano qualificato pronto per un ingresso al 30%. Sarebbero quindi in corso negoziati esclusivi e in particolare la due diligence.

Tra gli investitori interessati alla società, nata nel 2015, ci sarebbe Consilium. Le trattative si stanno svolgendo con l’assisenza di advisor come Pirola Corporate Finance e BonelliErede. Se non si dovesse raggiungere un accordo, la catena punta comunque a una crescita del 40% – anche in autofinanziamento – nel 2024, anno in cui verranno aperti i primi due punti vendita a New York.

Attualmente la struttura azionaria di Dan John è divisa tra i due proprietari, i cui appellativi formano insieme il nome del brand: alla famiglia di Daniele Raccah appartiene l’85% dei titoli, mentre Giovanni Della Rocca ne possiede il 15%.

L’inclusione del nuovo partner dovrebbe realizzarsi sia attraverso un aumento di capitale sia tramite l’acquisto di azioni. L’obiettivo è sostenere la crescita e il consolidamento estero del marchio, che a inizio gennaio 2024 ha annunciato lo sbarco in Inghilterra con il primo di tre punti vendita a Londra, mentre ce ne sono già una trentina tra Spagna, Francia, Belgio, Norvegia, Malta e Serbia.

L’azienda emergente dell’abbigliamento maschile, con 411 collaboratori, ha archiviato il suo 2023 con un giro d’affari di 80 milioni di euro e con un reddito operativo lordo (Ebitda) che supera quota 11 milioni di euro. L’indebitamento bancario netto, secondo Il Sole 24 Ore, è di circa 20 milioni di euro.

La prospettiva, secondo il piano industriale messo a punto dalla società di consulenza del gruppo PricewaterhouseCoopers, è avere 390 punti vendita e 900 collaboratori a fine 2027, per portarli poi a 500 negozi globali nel 2029, estendendosi in Italia – dove attualmente sono 140 -, Europa, India, Cina e Usa.