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Bce, quinto taglio consecutivo: tassi allo 0,25%

Nuovo minimo storico per il costo del denaro, motivato da un’inflazione più bassa del previsto. Draghi: “Eurozona in crescita, seppur modesta”

Quinto taglio consecutivo sul costo del denaro da parte della Banca centrale europea, che ha portato il tasso di riferimento dallo 0,50 allo 0,25% segnando un nuovo minimo storico; il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale, inoltre, scende all’0,75%; quello sui depositi resta allo 0%. Il presidente della Bce Mario Draghi ha annunciato che i tassi di riferimento “resteranno a questo livello o più bassi per un lungo tempo”, anche grazie alle previsioni dell’Eurotower che prevede un periodo “prolungato” di bassa inflazione (in calo, più del previsto, a ottobre).”L’andamento degli indicatori sulla fiducia fino a ottobre sono coerenti con il mantenimento della crescita, seppur modesta, nella seconda metà dell’anno”, ha illustrato Draghi che ha aggiunto: “La produzione dovrebbe continuare a recuperare a un ritmo lento, in particolare grazie a un graduale miglioramento della domanda interna sostenuta dall’orientamento accomodante della politica monetaria” e “nella zona euro inoltre l’attività economica dovrebbe beneficiare di un graduale rafforzamento delle esportazioni“. Il tutto affiancato da “miglioramenti complessivi nei mercati finanziari” e dai “progressi compiuti nel consolidamento fiscale”.