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Tfr in busta paga, sì di Marchionne. La Cgia: “Costi fino a 30 mila euro per le pmi”

Dal Salone dell’auto di Parigi l’a.d. della Fiat appoggia il governo: “Basta dire no. Quello che conta è dare maggiore liquidità al sistema, più soldi in tasca ai dipendenti”

Metà Tfr in busta paga? Un costo per le aziende, ma si può fare. È l’opinione dell’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, che, parlando al Salone dell’Auto di Parigi (apertura al pubblico dal 4 ottobre) ha sposato l’ipotesi del governo di Matteo Renzi. “Basta dire no”, ha affermato il manager. “Capisco che pagare il Tfr in busta paga – ha spiegato Marchionne – ha conseguenze negative sui bilanci delle aziende. Dovremmo evitarlo perché com’è strutturato il Tfr ha dato una pace finanziaria alle aziende. Capisco l’obiettivo di Renzi che punta a creare le condizioni per sostenere la domanda e fare ripartire i consumi. L’obiettivo è giusto, le cose vanno riequilibrate, l’Irap non può più reggere, è il più grande disincentivo agli investimenti delle aziende. Quello che conta è dare maggiore liquidità al sistema, più soldi in tasca ai dipendenti».

DA 3 a 30 MILA EURO PER LE PMI. Secondo i calcoli della Cgia di Mestre, l’eventuale anticipo del 50% del Tfr ai dipendenti potrebbe costare alle piccole imprese un importo annuo che oscilla tra i 3 e i 30 mila euro circa. “Premetto che il Tfr è una forma di salario differito, vale a dire sono soldi dei lavoratori – ha dichiarato il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – tuttavia, considerata la carenza di liquidità che caratterizza attualmente le piccole imprese, sono pochi gli imprenditori che potrebbero disporre delle risorse necessarie per anticipare metà del Tfr ai propri dipendenti. Non solo: vista la scarsa solvibilità in cui versano, difficilmente le banche sarebbero disponibili a elargire prestiti a soggetti estremamente a rischio d’insolvenza. Queste ultime, lo sappiamo bene, in questo momento prestano il denaro solo a chi ha una certa solidità finanziaria; agli altri, purtroppo, l’accesso al credito bancario è praticamente precluso”.

Credits Images:

Sergio Marchionne © Getty Images