Smart home: il mercato italiano tiene. Due trend per il futuro

Leggera flessione nel 2020, causata soprattutto dal primo lockdown, gli e-retailer diventano il primo canale di vendita, fatica la filiera tradizionale

Ha ripreso a correre il mercato della smart home in Italia. Dopo una prima parte di 2020 dove – causa lockdown – le vendite avevano registrati crolli compresi tra il 60 e il 100%, nella seconda parte dell’anno la robusta ripresa ha consentito al settore di chiudere l’anno a 505 milioni di valore, registrando solo un lieve calo (-5%) rispetto al 2019. È uno dei dati che emerge dalla ricerca condotta dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, presentata in occasione del convegno online Stay at home, stay in a Smart Home: la casa intelligente alla prova del Covid.

Due trend per il futuro della smart home

“Nel 2020 sono emersi due trend che tracceranno il futuro della Smart Home nei prossimi mesi”, ha spiegato Angela Tumino, direttore dell’Osservatorio Internet of Things. “In primo luogo, il progressivo passaggio dalla vendita del solo hardware alla proposta di servizi aggiuntivi, come la possibilità di attivare un pronto intervento in caso di pericolo per gli anziani che vivono soli in casa. Il secondo è l’ingresso di nuovi attori in questo mercato, dai produttori di arredamento alla Gdo, dal real estate ai produttori auto, allargando i confini della competizione”. Oltre a questi due trend evidenziati da Tumino, nel corso dei mesi appena trascorsi la casa è tornata inevitabilmente al centro dell’attenzione dei cittadini e del governo, che ha attivato il Superbonus 110%, una misura che – si sottolinea dall’Osservatorio – non ha (ancora) avuto un impatto diretto sul mercato della Smart Home ma ha generato un effetto a cascata su altre misure, come l’Ecobonus o il Bonus Domotica, che hanno favorito soprattutto le vendite di caldaie, termostati e climatizzatori smart. Il boom dell’e-commerce ha dato una forte spinta al canale degli e-retailer, che sono cresciuti del 20% e hanno superato per quote di mercato la filiera tradizionale degli installatori, che, pur mantenendo un ruolo di primo piano, ha perso il 17% del mercato. I retailer multicanale hanno avuto alti e bassi, chiudendo l’anno con un fatturato lievemente inferiore a quello registrato nel 2019.

Smart home: i prodotti più venduti in Italia

La nuova centralità che la casa ha guadagnato durante la pandemia ha favorito la vendita di alcune soluzioni smart, mentre altre sono state penalizzate. Le soluzioni per la sicurezza – che comprendono videocamere, sensori per porte e finestre e serrature connesse – mantengono il primo posto per quote di mercato (21%) con 105 milioni di euro, ma segnano un calo del 30% rispetto al 2019. La battuta d’arresto è evidenziata anche dal consumatore, che indica ancora la sicurezza come prima motivazione di acquisto di un oggetto smart ma con un calo di nove punti percentuali (dal 36% al 27%). Continua invece la crescita degli smart home speaker, che agganciano le soluzioni per la sicurezza al primo posto, con un valore di 105 milioni di euro (+10%), pari al 21% del mercato. Nel 2020 sono state siglate nuove partnership, sono state aggiunte funzionalità e il mercato si è consolidato, ma è necessario rafforzare l’integrazione con la smart home, dato che solo il 14% dei possessori di smart speaker li utilizza per gestire altri oggetti smart in casa. Seguono gli elettrodomestici con 100 milioni di euro, pari al 20% del mercato e in crescita del 17%, caratterizzati da un ampliamento dell’offerta “connessa” e con alcune tipologie, come i robot aspirapolvere e i purificatori d’aria, che hanno segnato un boom di vendite. Cresce anche l’uso delle funzionalità smart da parte dei consumatori, pari al 59% di chi possiede grandi e piccoli elettrodomestici (+19%). Caldaie, termostati e condizionatori connessi per la gestione di riscaldamento e climatizzazione hanno beneficiato degli incentivi di Superbonus e Ecobonus, segnando una crescita del 15% con vendite per 75 milioni di euro, pari al 15% del mercato. Chiudono le casse audio (9% del mercato) e le lampadine connesse (8%), le cui vendite sono trainate da numerose offerte che prevedono bundle con altri dispositivi.

Smart home: oltre il 40% degli italiani possiede un oggetto connesso

Oltre due terzi dei consumatori italiani hanno sentito parlare almeno una volta di casa intelligente (69%, +1%), con un livello di conoscenza più alto fra i 18-34enni (82%) e fra gli utenti che hanno più familiarità con le tecnologie (89%). Crescono anche la percentuale di utenti che possiede almeno un oggetto (43%, +1%) e l’uso delle funzionalità smart (il 19% ha aumentato l’uso, il 13% lo ha ridotto). Diminuiscono invece l’attenzione verso gli oggetti intelligenti, con il 14% del campione che li ritiene meno prioritari rispetto a prima della pandemia, e il budget da dedicare a queste soluzioni, che si è ridotto per un quarto dei consumatori mentre lo ha aumentato solo il 5%. In prospettiva, il 62% vorrebbe acquistare almeno un servizio associato ai dispositivi connessi e un terzo sarebbe disposto a pagare di più per la sua attivazione, soprattutto quelli legati all’assistenza medica (35%) e al monitoraggio e all’ottimizzazione dei consumi energetici (31%). Cala la preoccupazione per la privacy, che interessa solo il 45% degli utenti contro il 54% del 2019, mentre è ancora forte l’esigenza di mantenere il controllo dei dispositivi connessi in casa, indicata dal 57%, con solo il 25% che affiderebbe la propria abitazione alla gestione autonoma da parte di oggetti smart basati sull’Intelligenza Artificiale.

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