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Ricerca: in arrivo un Piano da 2,5 miliardi di euro

L’annuncio del premier Matteo Renzi, in visita al laboratorio Irbm Science Park di Pomezia. Ma la richiesta dei ricercatori era un incremento pari al 3% del Pil. In Francia, intanto, l’investimento è di circa 48 miliardi

Il governo torna a occuparsi di ricerca scientifica, sostenendola economicamente: durante una visita al laboratorio Irbm Science Park di Pomezia, famoso per avere isolato il virus Ebola, il premier Matteo Renzi ha annunciato il varo, nelle prossime settimane, di un piano da 2,5 miliardi di euro a sostegno della ricerca. «Finalmente si torna ad investire nel nostro Paese», aggiunge il premier italiano con soddisfazione. «La ricerca è un punto centrale dell’Italia che riparte». In particolare, il presidente del Consiglio vede nel laboratorio laziale un emblema della ripresa italiana: «Questo luogo è qualcosa di cui dovremmo parlare di più. C’è stato chi, accettando una sfida impossibile, ha salvato questo luogo destinato alla chiusura. E ora qui è stato isolato il virus Ebola ed è una struttura di cui essere orgogliosi come Italia».

PERPLESSITÀ. Tuttavia, lo stanziamento di 2,5 miliardi non è quello sperato dai ricercatori: la categoria, capeggiata dal fisico Giorgio Parisi, aveva chiesto di aumentare il finanziamento per la ricerca al 3% del Pil. Alla richiesta era seguita una petizione, già giunta a quota 55 mila firme. Perplessi anche gli esponenti del Movimento 5 Stelle: «In legge di Stabilità non c’è traccia di quei fondi e, anzi, gli stanziamenti contenuti nella manovra 2016 confermano come il nostro Paese sia in fondo alla classifica europea per gli investimenti in ricerca», sostengono.

I NUMERI DELLA RICERCA. A oggi in Italia gli investimenti nel settore rappresentano l’1,29% del Pil (dati 2014). Nel 2007 erano l’1,13% ma all’epoca il Prodotto interno lordo risultava più elevato. La maggior parte dei finanziamenti provengono dal mondo industriale (44,8%) e dallo Stato (41,9%) mentre la quota estera si ferma al 9,5% (media 2010-2013). Per avere un termine di paragone, basta pensare che la Francia investe in ricerca e sviluppo circa 48 miliardi di euro l’anno, mentre la Gran Bretagna circa 31 miliardi di euro.