Per Confindustria recessione anche nel 2013. “La crisi? Stesso impatto di una guerra”

Previsioni con Pil a segno meno anche nel 2013, causato anche dalla difficoltà delle istituzioni europee a trovare soluzioni credibili. Il ritorno alla Lira? “La più colossale patrimoniale mai varata”

Un altro anno con il Pil a segno meno per l’Italia. È quanto prevede il Centro studi di Confindustria che, oltre a rivedere al ribasso il Prodotto interno lordo per quest’anno (ora a -2,4%) stima una arretramento del Pil anche nel 2013, a -0,3%. Una crisi europea che investe il nostro Paese ed è legata non solo alle elezioni in Grecia, alla crisi delle banche spagnole, ma anche al fatto che “le istituzioni europee non sono riuscite a trovare una soluzione praticabile e credibile a causa della contrapposizione degli interessi nazionali dei singoli stati”.Gli economisti di Confindustria paragonano l’impatto dell’attuale crisi a quello di un conflitto militare. “Non siamo in guerra – si legge in una nota – ma i danni economici fin qui provocati dalla crisi sono equivalenti a quelli di un conflitto. L’aumento e il livello dei debiti pubblici sono analoghi in quasi tutte le economie avanzate a quelli che si sono presentati al termine degli scontri bellici mondiali”. Settore manifatturiero, così come le giovani generazioni, sono le più colpite, esattamente come in un conflitto. “Una sorta di guerra – si aggiunge – c’è stata ed è tuttora in corso; combattuta, una volta di più, dentro l’Europa e dentro l’Italia. Come nei secoli passati, in cui le divisioni e gli interessi di parte prevalevano su tutto e tutti”.Il Centro studi interviene poi sull’eventualità del ritorno alla Lira che si tradurrebbe per gli italiani nella “più colossale patrimoniale mai varata”.

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