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Monti verso Roma: per l’Italia un “lavoro enorme”

Da Berlino l’economista ricorda il ruolo europeo dell’Italia e afferma: la crescita richiede “riforme strutturali” che passano anche dall’eliminazione di “ogni privilegio” alle categorie sociali che ne hanno

L’Italia ha davanti a sé “un lavoro enorme da fare” per la crescita che richiede “riforme strutturali” sulle quali non possono esserci “molte divergenze intellettuali”. È il pensiero di Mario Monti, l’economista italiano ed ex commissario europeo appena nominato senatore a vita, fra i più accreditati per la guida di un governo post Berlusconi che possa risolvere l’attuale crisi italiana. Monti, le cui parole sono state ripresa dal Financial Times a margine di un convegno a Berlino, parla da economista e non da capo dell’esecutivo: la sua nomina, seppur caldeggiata da diverse parti politiche e sociali del Paese, non è scontata. Quello che è certo è che il neo senatore a vita, in ritorno dalla Germania, viaggerà direttamente verso Roma, senza passare dalla sua abitazione milanese; venerdì mattina, infatti Monti parteciperà ai lavori dell’aula del Senato per l’approvazione del ddl stabilità. Intanto l’Europa aspetta e spera nella conferma di Monti come guida del Paese; le parole del commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn – che non vuole sbilanciarsi più di tanto sulle questioni interne che interessano la politica italiana – sono eloquenti: “Mario Monti è un amico e un ex collega della Commissione molto competente”.Ma come si pone Monti nei confronti delle richieste dell’Europa? Da Berlino l’economista bocconiano ha fatto capire che queste richieste all’Italia, in termini di risanamento dei conti e di stimolo allo sviluppo, sono “quello che dovrebbe essere chiesto ad ogni Paese, per una maggiore crescita”, che deve avvenire non “da ulteriori prestiti, ma attraverso la rimozione degli ostacoli alla crescita stessa”. In pratica le annunciate e mai approvate riforme strutturali che, secondo Monti, dovranno togliere “ogni privilegio” alle categorie sociali che ne hanno, cancellando il problema italiano di chi “protegge la propria circoscrizione elettorale”. Sull’euro Monti ha affermato che “se l’Italia non avesse fatto parte dell’euro ci sarebbe più l’inflazione, politiche meno disciplinate e meno rispetto per le generazioni future”. L’Italia – ha proseguito Monti – “è al centro dell’Europa. Politicamente e storicamente, l’Italia non può ignorare le sue responsabilità in quanto stato membro fondatore” dell’Ue. “Mi piacerebbe vedere un maggiore rispetto per la Germania di oggi”, ha detto ancora, nel senso di rispetto per l’essere “più rigorosi, più costanti nel tempo, meno a breve termine e più pazienti”. E Roma deve fare ogni sforzo per essere più coinvolta nella partnership franco-tedesca: “sarebbe nel comune interesse”.

Il profilo di Mario Monti