Agli stranieri due terzi del mercato immobiliare italiano

Dopo il boom del 2017, quando gli investimenti hanno toccato la cifra record di 11 miliardi di euro, i ritmi sono in calo

Gli investitori stranieri continuano ad apprezzare i nostri immobili. Nonostante il settore non goda più di ottima salute, gli altri Paesi non sembrano intenzionati ad abbandonare l’Italia e i suoi edifici. La fotografia del mercato immobiliare italiano arriva dal market report “Commercial real estate in Italy – H1 2018” realizzato da Engel & Völkers in collaborazione con Nomisma, società di studi economici, secondo cui, dopo il boom del 2017, quando gli investimenti hanno toccato la cifra record di 11 miliardi di euro, nel primo trimestre 2018 si è registrata una lieve flessione, specie nel segmento corporate, quello dei professionisti del mattone. Gli investimenti stimati per i primi sei mesi dell’anno sono di circa 3,2 miliardi di euro, pari al 2,6% del mercato europeo. Ma la presenza straniera non accenna a diminuire: con una quota pari al 67% degli investimenti totali, sono ancora i compratori di altri Stati a trainare il mercato italiano.

Il mercato immobiliare più liquido è Milano

Ma quali sono i segmenti più attivi? Nel primo semestre 2018, gli investitori hanno dato la preferenza al settore retail (che ha assorbito il 40% degli investimenti totali) e in particolare ai centri commerciali. Bene anche la logistica (15% del totale investito) e gli investimenti alternativi (14% sul totale): in questi casi, spiccano rispettivamente l’e-commerce (gli e-shopper italiani sono cresciuti infatti del 10% sull’anno precedente) e l’asset class degli hotel (12%). Nei primi sei mesi di quest’anno prosegue il trend al ribasso dei prezzi (-1,1% annuo) iniziato dopo la crisi economica del 2008. Fa eccezione il mercato di Milano, con una variazione media annua dell’1,0%. Roma, invece, è allineata al trend dei mercati maggiori e, infatti, ha chiuso il semestre con il -1,3%. Milano si conferma anche il mercato più liquido in Italia, in grado di attrarre il 43% degli investimenti totali. Il mercato romano catalizza, per contro, il 20% degli investimenti.

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