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Ludopatia, il lato oscuro dei Millennials

La generazione social, libera e indipendente ha una tentazione in comune con i propri genitori: la tendenza al gioco d’azzardo. Sono 1,2 milioni i giocatori abituali che spendono in media 20 euro a settimana

Si parla tanto dei Millennials, la generazione social, iperconnessa, attenta all’ambiente e ai valori importanti. Eppure anche i giovani tra i 18 e i 35 anni mantengono un lato oscuro in comune con i loro genitori: la tendenza alla ludopatia. Dei 16 milioni di giocatori d’azzardo italiani, un milione e 200 mila hanno un’età compresa tra i 14 e i 19 anni secondo lo Young Millennials Monitor di Nomisma. A giocare si impara in casa, soprattutto quando mancano i mezzi intellettivi per capire le reali probabilità di vincita. Al Sud si gioca più che al Nord e, quasi naturale, lo fanno di più i ragazzi che vanno peggio a scuola.

Così, si arrivano a scommettere fino a 20 euro a settimana alle macchinette o in altro modo: i preferiti rimangono il Gratta & Vinci e le scommesse sportive. Il 17% del campione ha giocato almeno una volta a settimana nell’ultimo anno, con effetti incredibili sulla sfera emozionale. Secondo l’indagine, il 5% dei Millennials mostra comportamenti di gioco problematici, mentre il 9% è definito a rischio ludopatia. Il 66% del campione percepisce il gioco come una vera e propria dipendenza pur essendo consapevole dell’inevitabile perdita di denaro.