La minaccia di Padoan: «Tagli alle detrazioni se non cala la spesa»

«La spending review resta al centro della strategia del governo», assicura il ministro dell'Economia. Ma con la recessione e la spending review che non parte, a pagare saranno i cittadini

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan risponde alla Camera dopo gli allarmanti dati dell‘Istat che hanno rigettato l’Italia nella recessione tecnica.

«La spending review resta al centro della strategia del governo. È indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi di crescita e della sostenibilità della finanza pubblica», insiste il titolare di via XX settembre, «dall’anno prossimo l’economia italiana registrerà una ripresa più decisa e sostenuta».

Con questa convinzione, la via rimane quella dei risparmi: «Negli ultimi anni il governo ha conseguito il consolidamento dei conti con misure notevoli e l’Italia è uscita dalla procedura per deficit eccessivo» ed è riuscita a garantire il bonus da 80 euro a 11 milioni di italiani. Una misura per la quale Padoan chiede di rimandare il giudizio.

Data la situazione economica, però, per evitare una manovra aumenta la minaccia di nuovi tagli alle detrazioni fiscali oltre a quelli già previsti dalla legge di stabilità dello scorso anno. L’obiettivo è quello di recuperare «3 miliardi nel 2015, 7 nel 2016 e 10 dal 2017».

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