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Imprese, i fallimenti tirano il freno: -3,2%

I dati Cerved Group dell’Osservatorio crisi d’impresa registrano un timido segnale positivo dopo sedici trimestri consecutivi di aumento delle procedure fallimentari. Il bilancio, però, resta negativo

A essere ottimisti, una nota positiva c’è: per la prima volta dopo sedici trimestri consecutivi di aumenti su base annua, cala il numero di procedure fallimentari aperte in Italia. Secondo l’ultimo Osservatorio sulla crisi d’impresa di Cerved Group, infatti, tra marzo e giugno 2012 questo tipo di procedure ha segnato un 3,2% in meno rispetto al 2011 (3.300 in tutto); tuttavia il saldo sui primi sei mesi dell’anno non fa sorridere: 6.500 fallimenti, in aumento dello 0,8% rispetto al primo semestre 2011. In particolare, quasi il 75% di questi fallimenti riguardano società di capitali, forma giuridica d’impresa che ha maggiormente risentito della crisi. Tra gennaio e giugno è andata meglio alle società di persone, qui i default sono diminuiti del 7,3%, e alle imprese individuali (-9,8%), mentre hanno continuato ad aumentare proprio tra le società di capitali (+4,6%). Stabili le procedure tra le micro imprese (+0,8% per quelle con attivo inferiore a 2 milioni), mentre risultano in calo quelle tra le piccole (‐2,6% per la fascia 2‐10 milioni) e tra le medie aziende (‐17,8% per la fascia 10‐50 milioni).

I settori. A livello settoriale continua il calo delle procedure fallimentari per l’industria (-8,6%), bilanciate però da aumenti nei settori delle costruzioni (+4,8%), dei servizi (+1,2%) e degli altri settori (+9,5%); la manifattura resta il comparto più colpito. In ambito industriale, le procedure sono frequenti soprattutto tra le imprese che producono beni intermedi, tra quelle che operano nel sistema casa e della meccanica. La riduzione dei fallimenti nel primo semestre è un fenomeno comune a tutte l’industria, ad eccezione della produzione dei beni intermedi. Nel terziario, i fallimenti risultano più diffusi nella logistica e nei trasporti e nella filiera informazione‐comunicazione‐intrattenimento. I CONCORDATI PREVENTIVI

Il territorio. Dal punto di vista territoriale, nei primi sei mesi del 2012 i fallimenti hanno seguito dinamiche diverse: è continuato a ritmi intensi l’aumento dei default nel Nord Ovest e nel Centro Italia (rispettivamente, +5,5% e +7,1%), mentre si registra una lieve riduzione nel Sud e nelle Isole (‐1,7%) e un calo più consistente nel Nord Est (‐9,8%).