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Forum Italia-Russia, economia oltre le sanzioni

Nell’incontro in Bocconi le nuove strategie di collaborazione con Mosca nonostante la situazione geopolitica che non toglie grosse opportunità alle aziende italianel

Economia e opportunità di sviluppo oltre la crisi internazionale e le sanzioni. E’ stato questo il cuore del IV Forum Italia-Russia. Scenari per un nuovo sviluppo, organizzato dal CReSV Bocconi e da General Invest con la collaborazione della Borsa di Mosca,

Nonostante la situazione geopolitica, il mercato di Mosca offre ancora grandi possibilità alle aziende italiane. La Russia è infatti il decimo mercato per l’importanza per l’economia tricolore, con il 52% della capitalizzazione concentrare nel settore energetico.

ECONOMIA ANCORA VITALE. Prima della svalutazione del rublo, la domanda russa era aumentata dell’8,2% nel 2013, con le importazioni al 51% e punte dell’80% in elettronica, componentistica e tecnologie industriali che hanno portano al nostro Paese un interscambio di 26 miliardi di euro.

«Le imprese piccole come sono quelle italiane, che hanno difficile accesso al credito e possono crescere quasi solamente attraverso la via dell’internazionalizzazione, non posspno che guardare con estremo interesse a un mercato come quello russo», assicura Maurizio Dallocchio, membro del Consiglio direttivo del CReSV e professore ordinario di Finanza aziendale alla Bocconi, «non a caso l’Italia è il 4° partner commerciale della Russia con il 4,2% delle esportazioni, mentre il Bel Paese rappresenta il 10° mercato di sbocco per Mosca con il 7,7% delle esportazioni».

SVILUPPO E LUSSO. Alberto Bombassei, presidente di Brembo e vice-presidente di Confindustria, ha sottolineato le difficoltà burocratiche che ancora frenano lo sviluppo, ma ha anche annunciato l’intenzione di aprire un nuovo impianto produttivo in Russia per sfruttare l’attesa crescita del settore automotive locale. A rispondergli è stato Andrey Nikitin, girettore generale dell’Agenzia per le Iniziative Strategiche (Asi), anticipando «gli importanti sforzi che la Russia sta attuando per permettere alle aziende straniere di investire sul proprio territorio».

Ma che cosa chiedono i russi all’Italia? Lusso, innanzitutto. «Il mercato russo è ormai lo sbocco naturale per molti prodotti di punta del Made in Italy, in particolare quelli del settore luxury», parola di Matteo Marzotto, presidente di Fiera Verona, «la mia esperienza personaleè di grande affidabilità degli interlocutori business e di grande expertise nella gestione dei brand».