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Consumi, 6 mesi da dimenticare. L’e-commerce vola anche senza lockdown: +54%

Il canale online resta un punto di riferimento per gli acquisti anche dopo la riapertura. Ma il bilancio per abbigliamento, ristorazione e “non food” è pesantemente negativo. L’analisi di Confimprese-EY

Tempo di bilanci per i consumi di un 2020 segnato profondamente dalla pandemia di Covid-19 e da tre mesi di lockdown. I dati, rilevati dall’Osservatorio permanente Confimprese-EY, sono ancora tutti negativi e segnalano una pesante flessione del -43% nel primo semestre 2020 rispetto lo stesso semestre 2019. Male l’abbigliamento, il settore con le peggiori performance -45%, seguito dalla ristorazione -44,4% e dal settore non food -31%, che ha tra l’altro beneficiato per alcune merceologie di un periodo di lockdown ridotto.

Anche a giugno, in Italia primo mese post Covid senza lockdown, ovvero senza giorni di chiusura, si registra un -27% di vendite generali, anche se il non food ha registrato una crescita positiva (+15%), grazie soprattutto ai beni durevoli che hanno beneficiato della consegna merci e di un recupero di decisioni di acquisto rimaste sospese durante il lockdown. L’e-commerce, invece, registra un +135% nel trimestre aprile-giugno e, anche con negozi fisici aperti, mantiene una forte crescita del 54% nel mese di giugno comparato al 2019.

Secondo Mario Maiocchi, consigliere delegato Confimprese, “con un calo del 43% nella prima metà dell’anno è difficile ipotizzare una chiusura 2020 migliore di un -25-30% con impatti notevoli sulla redditività del settore e sulla continuità di molti operatori”. A influire su questi dati, i nuovi modelli di vita – aumento dello smart working, forte riduzione di viaggi d’affari e flussi internazionali – che potrebbero anche avere effetti sul lungo termine. “Saranno da valutare gli sviluppi sulle location highstreet delle grandi città e sul canale travel per la ridotta presenza e traffico di lavoratori e turisti internazionali”, spiega Maiocchi. “Di contro ci sarà un ritorno di attenzione su location periferiche delle grandi città e centri storici delle città di provincia”.

“Se guardiamo i trend negli ultimi quattro mesi, cioè solo quelli influenzati dal Covid-19”, chiarisce Paolo Lobetti Bodoni, business consulting leader Italy EY, “possiamo vedere come il trend negativo del canale fisico sia stato pari al -62%, cioè si sono persi quasi i due terzi delle vendite rispetto all’anno scorso. Tuttavia, dei segnali incoraggianti si possono cogliere: le vendite online mantengono una forte crescita a giugno (+54%), mentre le vendite del canale fisico, scese del 27%, si posizionano nell’intervallo alto del trend negativo che avevamo previsto per la fase 2 corrispondente ad un range negativo tra il 20 e il 40% rispetto al 2019”.