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Allarme Coop sui consumi, “l’Iva peserà fino a 600 euro per famiglia”

Presentato il rapporto annuale ‘Consumi e Distribuzione’ che segnala un sensibile calo del settore non food, ma le famiglie tagliano anche gli alimentari e puntano sui giochi

Il settore dei prodotti non food (auto, arredo casa, multimedia, elettrodomestici e abbigliamento) sembra subire più di altri le conseguenze dell’attuale congiuntura economica. È quanto emerge dall’annuale rapporto annuale ‘Consumi e distribuzione’, presentato ieri da Coop. Nel periodo gennaio-luglio 2011 il bazar ha registrato una diminuzione a valore del 5,6% e il multimediale è sceso addirittura del 14,8%. Per quanto riguarda i beni durevoli, si registra un segno meno per quasi tutte le categorie di prodotto (periodo gennaio-giugno 2011): -19% per elettronica di consumo, -3% per la fotografia, -7% per grandi elettrodomestici. A segno positivo solo informatica +2%, telefonia +2% e piccoli elettrodomestici a +2%. Sempre secondo il rapporto, i prodotti tecnologici (gennaio-giugno 2011) hanno registrato un trend complessivo a valore di -6,2%. Tra i prodotti che hanno ‘performato’ meglio ci sono gli smartphone (+2,82%), i tablet (+1,02%), i notebook (+0,26%), seguiti da ferri da stiro, aspirapolvere, asciugatrici e accessori per la telefonia mobile, tutti con un tasso di crescita di poco superiore allo zero per cento. Sono andati male, invece: i televisori (-3,44%), i cellulari semplici (-2,07%), i decoder (-0,80%), seguiti da lavastoviglie, frigoriferi, netbook, lettori Dvd e lavatrici, tutti caratterizzati da una decrescita contenuta.

Tagli alla spesa. Per far quadrare i conti le famiglie sacrificano quindi i consumi non food, ma tagliano anche gli alimentari con un carrello della spesa dove tornano a crescere i prodotti base. Come ultima risorsa gli italiani tentano sempre più la fortuna puntando soldi sui giochi: alla fine del 2011 saranno oltre 73 (quasi il 20% in più del 2010) i miliardi spesi nella Penisola in giochi a premi, lotterie e slot machine: si tratta di una spesa superiore a quella per l’abbigliamento e le calzature e pari a circa il 60% dei consumi alimentari.

Effetti dalla manovra. Secondo Coop il recente aumento dell’Iva, potrebbe penalizzare ulteriormente proprio il settore non alimentare, che già soffre per la contrazione generale dei consumi. L’Iva al 21% rischia di pesare per 500-600 euro all’anno sulle tasche di ogni famiglia italiana il prossimo anno. “È un intervento inaccettabile, depressivo sui consumi, che sono un volano fondamentale per la ripresa dell’economia”, commenta Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di gestione di Coop Italia. Dopo che negli ultimi dieci anni il potere d’acquisto delle famiglie è calato del 7%, ora l’aumento dell’Iva darà un altro colpo alla spesa delle famiglie, viene sottolineato da Consumi e distribuzione, dal quale emerge come ogni punto di Iva in più pesa per 7 miliardi sui consumi annuali”.