Btp Valore: al via un nuovo collocamento. Aumenta il premio fedeltà

Il Buono del Tesoro ha cedole trimestrali crescenti nel tempo, con una durata di sei anni e un premio extra finale di fedeltà alla scadenza del 14 maggio 2030

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Al via il secondo collocamento da inizio del 2024 per i Btp Valore, i titoli di Stato dedicati alla clientela retail. È la quarta emissione in poco meno di un anno. Le cinque giornate di emissione previste cominciano oggi, lunedì 6 maggio, e si concluderanno venerdì 10, quando verranno resi noti i tassi cedolari definitivi.

Il Ministero dell’Economia, come evidenziato anche da un articolo di Affari & Finanza di Repubblica, ha fissato i tassi minimi annui lordi garantiti, pari a 3,35% per il primo triennio, rispetto al 3,25% dell’ultima emissione, e 3,90% per il secondo, dieci punti base sotto il 4% offerto dal Btp Valore di fine febbraio.

Secondo Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte, “i tassi non subiranno modifiche (nel caso possibili solo al rialzo). La scelta di aumentare la prime cedole riflette la volontà di spingere questo prodotto in un momento di rendimenti crescenti, garantendo un ritorno iniziale che non sia inferiore a quello di un Btp a tre anni”.

Il contesto macro-economico europeo

Questo nuovo collocamento arriva in un periodo delicato per l’Eurozona e l’Italia.

L’inflazione prosegue nel suo graduale rallentamento anche se in maniera meno evidente rispetto alle previsioni, mentre le ipotesi di una virata al ribasso delle politiche monetarie della Bce si sono raffreddate. Così il rendimento del Btp a dieci anni è risalito al 3,9% dal 3,7%.

La situazione in Italia

Il premio fedeltà, invece, è stato aumentato fino allo 0,8%. La strategia è di “aumentare la quota di debito pubblico in mano ai risparmiatori in un momento delicato per i conti del Paese”, ha spiegato Ugo Montrucchio, Head of Multi-Asset Investments Europe di Schroders.

L’Italia rischia seriamente di subire una procedura di infrazione per deficit eccessivo dalla Commissione europea. Inoltre, dall’anno prossimo il debito romperà il muro dei 3 mila miliardi, come si legge nel Documento di economia e finanza (DEF) trasmesso a inizio aprile alle camere.

“La clientela retail”, aggiunge Montrucchio, “è per sua natura meno volatile e tende a portare questi prodotti fino a scadenza, aspetto non irrilevante per la sostenibilità del debito. E se consideriamo che i conti correnti, in questo momento, remunerano la liquidità sostanzialmente zero, ogni emissione sfonda una porta aperta”.

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