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Baglietto, due novità. L’a.d. Deprati traccia la rotta: “Niente Borsa. Resteremo italiani”

Il Cantiere Navale della famiglia Gavio inaugura l’anno del 170esimo anniversario con due nuove gamme di prodotto: Fast50 e l’inedito concept XO. Il Cco Fabio Ermetto: “Il nostro valore di produzione continuerà a crescere”

architecture-alternativo Da sinistra, Fabio Ermetto e Diego Michele Deprati, rispettivamente Cco e Ceo del Cantiere Baglietto. Accanto a loro Francesco Paszkowski, che ha curato il design dei due nuovi yacht Fast50 e X0 (in foto)

È un anno importante quello che si apre per il Cantiere Baglietto, celebre marchio di yacht made in Italy, specializzato in imbarcazioni plananti dai 38 ai 50 metri e megayacht sopra i 35 metri. L’azienda con heaquarter a La Spezia, acquisita nel 2012 dalla famiglia Gavio (a capo dell’omonimo gruppo da 15 mila dipendenti e 4,3 miliardi di fatturato) celebrerà a fine 2024 il suo 170esimo anniversario.

Baglietto e le nuove gamme di prodotto Fast50 e X50

In attesa delle celebrazioni, Baglietto ha svelato due nuove gamme di prodotto firmate Francesco Paszkowski Design: Fast 50, un progetto atteso, che segna un’evoluzione per le linee di barche veloci, innovative e tecnologiche che hanno reso celebre il marchio spezzino; e il concept XO, un progetto inedito attraverso il quale Baglietto debutta nel segmento Explorer, quello delle barche pensate per le lunghe traversate intorno al mondo. Il primo design all’interno di questa filosofia sarà X50.

Un rendering del nuovo Fast50 di Baglietto. Icona del made in Italy nel corso della sua storia il cantiere di La Spezia ha ha conquistato armatori come Papa Leone XIII, il principe Ranieri di Monaco, Giacomo Puccini, Guglielmo Marconi, Giovanni Agnelli e Roberto Cavalli

Il bilancio di Baglietto

“Innovare nella tradizione resta per noi un presupposto fondamentale”, ha affermato il Ceo di Baglietto, Diego Michele Deprati, che – pur non volendo focalizzare l’attenzione sui numeri, ma sulle novità presentate dal Cantiere – ha parlato anche del buon momento a livello economico per un cantiere che chiuderà il 2023 con un valore della produzione pari a 140 milioni di euro e un portafoglio ordini da 500 milioni. “È un momento di instabilità a livello internazionale, ma rispetto al passato la domanda continua a tenere e questo trend positivo è per noi uno stimolo a continuare a innovare”.

Diversi gli investimenti sostenuti tra il 2020 e il 2023 da Baglietto: dalla mobilità sostenibile con il progetto BZero (produzione di idrogeno per i motori delle imbarcazioni a partire dall’acqua di mare) ai nuovi uffici di rappresentanza, dal focus nel settore della difesa (per la produzione di piccolo e medio naviglio, ma dall’elevato contenuto tecnologico) all’impegno per potenziare i cantieri di La Spezia e Marina di Carrara, che hanno raggiunto il massimo della capacità produttiva.

Il rivoluzionario concept X0, presentato da Baglietto. Per questa azienda da poco più di 100 dipendenti (ma la cui produzione dà lavoro a circa 700 persone), la priorità non è la crescita organica, ma la qualità delle imbarcazioni

Il “no” alla quotazione in Borsa

“Il nostro target sono sei barche l’anno e oltre non vogliamo andare”, ha affermato Deprati sottolineando come l’aumento della produzione non sia prioritaria per Baglietto. “Aumentando i numeri c’è il rischio di svilire la produzione, mentre noi vogliamo mantenere la qualità e l’esclusività del marchio”.

Esclusa, da Deprati, anche la possibilità di un futuro in Borsa o all’ingresso di fondi nella proprietà per il Cantiere Baglietto – “Non rientra nelle nostre strategie. Siamo un’azienda italiana e rimarremo italiani al 100%” – mentre è in dirittura d’arrivo l’acquisizione di un’azienda di carpenteria che consentirà a Baglietto di consolidarsi nel settore degli yacht e della Difesa.

L’aumento del valore di produzione

Se il numero di yacht prodotti è destinato a non aumentare, diverso è il discorso per il valore della produzione. Nel corso della conferenza stampa, il Cco Fabio Ermetto, ha evidenziato i numeri dell’azienda, che a oggi ha in costruzione 21 yacht tra i 35 e i 60 metri, di cui quattro in costruzioni in speculazione, ovvero senza essere già stati ordinati da un cliente, “a testimoniare la grande solidità della proprietà”, ha sottolineato Ermetto. “Il valore della produzione è salito negli anni, passando dai 43 milioni di euro del 2020 ai 140 attesi nel 2023, crescendo sempre più della media del del mercato”. Un valore che, ha precisato il Cco di Baglietto, continuerà a crescere anche nei prossimi anni per il recente aumento della produzione e delle dimensioni degli yacht.