Sostenibilità, gli scontrini elettronici sono nemici dell’ambiente

Sicuramente rappresenta uno strumento importante nella lotta all’evasione fiscale, ma lo scontrino elettronico non è certamente un amico dell’ambiente. Da quando è diventato obbligatorio, infatti, l’uso di carta termica, che non è riciclabile, è aumentato in maniera considerevole. Eppure, non servirebbe. Infatti, tutte le transazioni arrivano in tempo reale all’Agenzia delle entrate, che dunque conosce in maniera diretta i movimenti che avvengono in Italia (nei negozi, ma anche in ristoranti, alberghi, studi di artigiani). Non solo: quando i pagamenti vengono effettuati con carta di credito o bancomat l’incrocio con il consumatore è immediato. Perché allora nel nostro Paese vengono prodotti ancora migliaia di scontrini ogni anno? Perché si tratta di un documento che va conservato come garanzia del bene o del servizio pagato per procedere con un cambio merce o altro. Fra l’altro, per le operazioni con carta di credito o bancomat, che sono in aumento, il numero degli scontrini è triplo, considerando anche la copia cartacea per l’esercente e quella per il cliente. Del resto, come ricorda l’Agenzia delle entrate, la riduzione dello spreco di carta non era tra gli obiettivi della legge che ha introdotto lo scontrino elettronico.

Insomma, se la fattura elettronica ha avuto l’effetto di far risparmiare la stampa di due miliardi di ricevute, lo scontrino elettronico non è andato nella stessa direzione. Ma solo in Italia, dove ogni anno vengono stampati 30 miliardi di scontrini. Nel resto del mondo, invece, si sta cercando di limitare i danni. In California, per esempio, si sta andando verso la rinuncia agli scontrini: l’obiettivo è salvare i 10 milioni di alberi e i 79 miliardi di litri di acqua necessari a produrre la carta termica dello Stato. Un’operazione che comporta anche 300mila tonnellate di spazzatura e immette nell’atmosfera 100mila tonnellate di anidride carbonica.